The Lost City of Z di James Gray è stato presentato alla 67’ edizione del Festival internazionale del Cinema di Berlino alla presenza del cast al completo, con Robert Pattinson, Sienna Miller e Charlie Hunnam. Il film, ambientato tra l’Amazzonia e l’Inghilterra dei primi del Novecento si ispira alla vita dell’esploratore britannico Percy Fawcett, scomparso nella giungla insieme al figlio nel 1925 mentre era alla ricerca di una mastodontica città, nascosta nel cuore della giungla.

IMG_6741

“Questo film è stata una grandiosa avventura – ha detto Charlie Hunnam – abbiamo dormito nella giungla, siamo stati attaccati dai ragni velenosi e siamo stati persino in pericolo di vita, ma lo rifarei senza pensarci su. Quello che ho amato del mio personaggio è proprio la sua forte spinta verso l’avventura, e la percezione che quello sia il suo destino, ma allo stesso tempo deve affrontare il conflitto con le responsabilità che lo tengono legato all’Inghilterra, come la famiglia ad esempio. Spesso mi sono trovato anch’io in una situazione simile e mi sono sentito egoista a ignorare i miei affetti per il lavoro, a volte ho addirittura riconsiderato tutta la mia vita personale, ma come il mio personaggio non ho mai smesso di andare avanti, di esplorare e cercare nuove opportunità”.

IMG_6733

E il conflitto dopo tutto è il tema centrale del film, che si sviluppa tra l’Europa e il Nuovo mondo, due pianeti diversi in un certo senso, come ha sottolineato James Gray: “Il film parla dello scontro tra due civiltà estremamente diverse, una che si sente superiore all’altra. Il mio obiettivo non era fare un film sull’uomo bianco che parte alla conquista della giungla, perché sono stati già fatti film del genere, e sicuramente di grande valore. L’ha fatto Kubrick e anche Herzog, ma il punto di questo film non è quello di rappresentare il razzismo o il nazionalismo di un gruppo di uomini che hanno l’arroganza di convertire gli indigeni, quanto il desiderio di elevarsi, di esplorare e conoscere. Ci sono certo elementi avventurosi, ma il cuore del film più che la giungla, sono gli uomini”.

IMG_6725

Ma come hanno vissuto un’esperienza così estrema Robert Pattinson, nuovo a questo genere di film? “Ho subito amato lo script – ha detto l’attore – perché era pieno di mistero, e pur non avendo mai fatto film del genere è stata una bellissima esperienza, al punto che questo è stato il ruolo che più ho amato in tutta la mia carriera”. E lo stesso vale per Sienna Miller, che ha dichiarato: “Ho amato molto il mio personaggio, è una donna e una madre straordinaria, una vera suffragetta!”.

Autore Valeria Brucoli