Uno dei franchise più popolari degli ultimi anni arriva al suo terzo capitolo. Cattivissimo me 3 è stato anticipato da una serie di cortometraggi molto divertenti, che hanno, manco a dirlo, come protagonisti assoluti i Minions, i personaggi secondari più amati dai bambini di tutto il mondo. E sono loro, come al solito, la chiave di volta del film. Sulle loro trovate “geniali” si costruisce la campagna pubblicitaria e sono sempre loro le “pinze” su cui si regge una sceneggiatura che altrimenti non avrebbe interessi particolari da destare.

Continua il tema della famiglia allargata, una famiglia 2.0 che ha come bandiera del male che ha modificato il suo destino fino a sventolare in direzione del bene, anche se si tratta più di una di quelle vie di mezzo tanto care al cinema contemporaneo. Si tratta di figure che trascendono il vecchio manicheismo, che tanto ha dominato l’animazione in passato, fino a diventare personaggi che necessitano di un percorso di crescita costellato di prove mai troppo spaventose in un mondo dove sono forse gli adulti a dover imparare lezioni di vita dai più piccoli.

Dopo esser stato licenziato dalla Lega Anti Cattivi per non essere stato capace di sconfiggere l’ultimo villain che minacciava l’umanità, Gru si trova nel bel mezzo di una grave crisi d’identità. È a questo punto che un misterioso individuo informa Gru che ha un fratello gemello, Dru, di cui, ovviamente, ignorava l’esistenza. Un fratello che non vede l’ora di calcare le spregevoli orme del suo gemello. L’ex super-villain riscopre immediatamente quanto sia bello essere cattivo, un sapore di cattiveria che non assaporava da tempo. Insomma, la bussola morale di Gru sembra di nuovo fare le bizze mentre gli altri personaggi sono impegnati in divagazioni, più che sottotrame, forse maggiormente adatte ad una serie tv: i Minions in giro a far danni dopo un banale litigio, Lucy intenta a farsi accettare in casa dalle ragazze, le ragazze in cerca di un unicorno vero per Agnes.

Doppio lavoro, insomma, per Steve Carell [Ortone e il mondo dei Chi, Foxcatcher – Una storia americana, Cercasi amore per la fine del mondo, Little Miss Sunshine] che riprende, forse per l’ultima volta, il suo ruolo di Gru e ne assume anche un secondo, quello di Dru, il misterioso gemello. Del cast fanno parte anche Kristen Wiig [Ghostbusters, Sopravvissuto – The Martian, Zoolander 2], che ritorna nelle vesti della super-spia Lucy, e Trey Parker [il regista di South Park] – un neofita del doppiaggio, ma vincitore di un Emmy, un Tony e un Grammy – che fornisce la voce al nuovo antagonista di Gru, Balthazar Bratt, un ex bambino-prodigio, star televisiva della fine degli anni ’80, oramai ossessionato dal suo stesso personaggio, nostalgico fino al midollo, tanto da credere che gli anni ’80 non siano mai terminati. Forse il più formidabile e divertente nemico che Gru abbia mai incontrato, deciso a radere al suolo Hollywood, per non avergli dato la chance che sentiva di meritare. Inutile dire che chiunque si frapponga tra lui e il suo obiettivo sono in pericolo.

Pur essendo l’ennesimo sequel di un prodotto ben riuscito, Cattivissimo me 3 non ha perso l’entusiasmo e può vantare dei record curiosi che lo rendono comunque un lungometraggio degno di nota, a prescindere dalla semplicità della sceneggiatura: rispetto ai precedenti e rispetto a tutti gli altri prodotti della Illumination Entertainment, il film è visionabile in un’aspect ratio widescreen in rapporto 2.39:1 e la brillante colonna sonora del compositore Heitor Pereira [Madagascar, I Simpson – Il film] riesce a mescolare le sonorità e alcuni evergreen degli anni ’80 – Take on me degli A-ha e l’immancabile Bad di Michael Jackson – alle canzoni originali, create ad hoc da un fan d’eccezione, Pharrell Williams, e già tormentoni.

Ma veniamo ad una nota dolente. Probabilmente è tempo di saluti per Gru e famiglia. Se non adesso, la prossima volta. Purtroppo Cattivissimo me 3 potrebbe aver scritto la parola FINE sul rapporto artistico tra Steve Carell e il franchise. Manovre per aumentare il cachet? Probabilmente no, dato che l’attore ha dato comunque la sua disponibilità in futuro per un voice cameo in un qualsiasi corto dei Minions. Si dice che quando i doppiatori scendono dalla barca è segno che la crociera è finita. Bisogna solo vedere cosa decideranno i produttori, se tentare la sostituzione, rischiando la deriva o se concludere mentre la serie si trova all’apice del successo.

Comunque, niente panico! Tanto i Minions possono vantare un pubblico tutto loro e quindi avere vita autonoma: il loro secondo lungometraggio è previsto per il 3 luglio 2020. Ci sarà da aspettare, ma l’attesa sarà perdonata: il fascino ipnotico che esercitano nei confronti del pubblico infantile è veramente impressionante. Nel frattempo la Illumination Entertainment ha in programma, in ordine cronologico: il 9 novembre 2018 arriverà un Grinch doppiato da Benedict Cumberbatch [Doctor Strange, Star Trek, Sherlock, la serie tv] in How the Grinch Stole Christmas, animato in 3D, come un altro personaggio tratto dalle opere del dr. Seuss, The Lorax; poi a luglio 2019 è la volta del sequel di Pets, di cui ancora non è trapelato nulla.

Autore Fabio La Scalia