Table Top Shakespeare apre le porte del laboratorio segreto del Bardo, dove i personaggi dei suoi drammi giacciono silenziosi sui ripiani di due grandi credenze nella forma di oggetti di uso comune, affastellati come pozioni magiche ansiose di essere mescolate per dare vita storie straordinarie. Il palcoscenico su cui questi piccoli oggetti si combinano ad arte per mettere in scena le opere di Shakespeare è un un tavolo di legno grezzo posto al centro della scena, dietro al quale si muove un narratore/attore, che con l’ausilio della voce e degli oggetti più disparati è in grado di rappresentare qualunque storia.

La magia ha inizio sotto gli occhi degli spettatori in uno spazio in cui l’incredulità è sospesa. Qui Otello e Desdemona hanno la forma buffa di due piccoli contenitori di sale e pepe, Antonio e Bassanio di due bottiglie di ketchup, e Falstaff di un panciuto fiaschetto di vino, mentre i membri del loro seguito sono relegati a miseri torsoli di mela e pile ricaricabili. E in questa sfilata senza fine di bottiglie, vasi di cristallo, barattoli, scatole di biscotti, e soprammobili di ogni tipo i versi di Shakespeare prendono corpo, diventano materia e raggiungono il pubblico con una naturalezza inimmaginabile, con la dolcezza di una favola raccontata attorno al camino.

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Complete Works: Table Top Shakespeare crea così una dimensione d’intimità e vicinanza con lo spettatore ed esplora la forza della narrazione e la potenza della lingua shakespeariana incarnandola nel silenzio di oggetti apparentemente inermi, mossi su un tavolo di legno che diviene arena dell’immaginario del pubblico e luogo dell’emotività. Questo è uno dei lavori più originali e radicali di Forced Entertainment, la compagnia nata nel 1984 a Sheffield, in Inghilterra, e guidata dal carismatico Tim Etchells, che s’è imposta all’attenzione internazionale attraverso una continua sperimentazione di forme e linguaggi e un costante dialogo tra comico e drammatico.

Grazie al Romaeuropa Festival il loro straordinario lavoro è arrivato anche in Italia, dove in cui nell’arco di una settimana sono state portate in scena sullo stesso palcoscenico 36 opere teatrali shakespeariane in performance da 40/60 minuti ciascuna. Un tour de force senza precedenti, che ha ammaliato e allo stesso tempo messo alla prova gli spettatori, indagando il significato che il teatro e la performance assumono nella nostra contemporaneità e la relazione tra scena e pubblico. Ma nonostante l’alto grado di sperimentazione del progetto, in un contesto in cui la diegesis si concentra esclusivamente sul testo shakespeariano e la mimesis resta condensata negli oggetti, Shakespeare rimane il protagonista assoluto e come ha detto Tim Etchells: «Se le commedie non saranno incredibilmente divertenti non è veramente un nostro problema – è più un problema di Shakespeare».

Autore Valeria Brucoli