La realtà è composta da fili, una trama fitta intessuta di fatti, eventi, storie, persone. Per alcuni decifrarla è questione di deduzione logica, per altri è analisi profonda di ogni minimo dettaglio, per l’investigatore olistico Dirk Gently è questione di olismo.
Per il personaggio inventato da Douglas Adams, padre del noto “Guida galattica per autostoppisti”, la realtà è un puzzle composto da pezzi che apparentemente non si incastrano tra loro, non combaciano per forma e colore, ma che solo il suo intuito folle riesce a far collimare. “Tutto è connesso”, è solito ripetere. È un personaggio stravagante quello che la penna di Adams ha creato sul finire degli anni ’80, un’anima eccentrica che si allinea con i lavori precedenti dello scrittore e porta avanti un mondo plasmato dallo humor e dalla apparente casualità dei fatti.

Forse non è nemmeno un caso che negli ultimi mesi Dirk Gently abbia respirato nuovamente, prima sullo schermo nella serie tv prodotta da BBC America, poi sulla carta, nei fumetti ad opera di Chris Ryall, Tony Ainkins, Ilias Kyriazis e pubblicati in Italia da Saldapress. La vena surreale e al contempo intelligente che lo scrittore inglese aveva insufflato nel suo personaggio non è dunque svanita con la prematura morte del suo creatore, nel 2001, ma ha trovato nuovi spazi di esplorazione, in cui la connessione tra più generi letterari trova compimento.
Dirk Gently, infatti, non è un investigatore olistico solo perché capace di suturare alla perfezione parti apparentemente incompatibili della realtà, ma anche in quanto appartenente ad uno spazio letterario che coniuga il genere fantasy al giallo e alla fantascienza. E con la stessa acutezza sia Douglas Adams sia la sua creatura riescono a smontare i luoghi comuni di queste tre categorie e a renderle qualcosa di nuovo attraverso una vivacità e uno humor sui generis.

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Una riprova è anche la prima avventura a fumetti “Dirk Gently, agenzia di investigazione olistica vol.1: l’interconnessione della realtà”, in cui l’investigatore inglese lascia il suo habitat europeo per trasferirsi al di là dell’oceano, dove è costretto a contrapporre la sua mentalità British alla forma mentis dei suoi assistenti, molto americani. Un contrasto che sarebbe stato caro anche all’autore originale.
Atterrato a San Diego quasi per caso, Dirk Gently si appropria per sbaglio di un borsone appartenente a una coppia di serial killer, per poi trovare i propri assistenti, o meglio soci, nella stravagante tea shop di ispirazione investigativa “Ficcanaso e foglie di tè”. Questi primi ingredienti, però, sono solo una minima parte di ciò che la ricetta olistica prevede, e nel grande calderone finiranno anche una maledizione egizia, misteriosi cellulari dorati, bizzarri personaggi.

I disegni, ad opera di Tony Ainkins e Ilias Kiryazis, supportano bene la struttura narrativa, con colori vivaci e tratti che ben delineano personaggi ed espressioni, senza un eccesso -o un difetto- di particolari, ma con una lieve sfumatura caricaturale utile a sottolineare la vena umoristica dell’intero progetto. La storia scorre rapidamente, il ritmo è buono e la trama in linea con ciò che ci si potrebbe aspettare dal personaggio nato dalla penna di Adams.
Per chi avesse visto anche la serie Netflix con protagonisti Samuel Barnett ed Elijah Wood, sappia che il producer della serie TV, Arvid Ethan David, ha supervisionato anche il fumetto. Anche questo fa parte del motto di Gently “tutto è connesso”?

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Titolo: Dirk Gently vol. 1
Sottotitolo: L’interconnessione della realtà
Autore: Chris Ryall, Tony Askins, Ilias Kyriazis
Collana: Fuori Collana
ISBN: 9788869192340

Autore Manuel Porretta