Dopo Hamlet 2000, Ethan Hawke torna a vestire i panni di un personaggio shakespeariano inserito in un contesto metropolitano contemporaneo con Cymbeline, l’ultima opera del regista Michael Almereyda, presentata in anteprima mondiale durante la 71′ edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.

In questa versione di Cymbeline, una delle opere meno conosciute di Shakespeare e mai adattata per il grande schermo, si consuma l’amore impossibile tra Imogen, la figlia di Cymbeline, il leader di una gang di motociclisti, e lo squattrinato Posthumus, l’uomo che decide di sposare contro la volontà del padre. Costretta a divorziare e con il giovane marito mandato in esilio, Imogen rimane reclusa nelle sue stanze finché non si decide a sposare il partito prescelto del padre, Cloten. La sua ribellione è il vero motore di una storia a tinte cupe, che si dipana tra intrighi e scontri sanguinosi, mostrando il lato ambiguo di ogni personaggio, primi tra tutti Iachimo, interpretato da Ethan Hawke, che mette alla prova l’onestà di Imogen per conto del malfidato Posthumus, e la perfida manipolatrice Queen, la moglie del boss con le fattezze di Milla Jovovich, che cerca di persuadere Cymbeline a combinare le nozze della figlia con il facoltoso Cloten.

Lo sfondo contemporaneo degli scontri sanguinosi tra una gang di motociclisti e la polizia corrotta si pone in netto contrasto con il testo originale shakespeariano, e l’esperimento di Almereyda non può non riportare alla mente Hamlet 2000, messo in scena più dieci anni fa dallo stesso regista con Ethan Hawke nei panni del protagonista, che declamava i versi di Shakespeare in una modernissima New York dominata dalla tecnologia.

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“Una straordinaria avventura shakespeariana e un testo straordinario. Ethan Hawke è stato il primo ad aderire al progetto, elettrizzato e affascinato da questa sfida” – ha dichiarato il regista Michael Almereyda – “‘Cymbeline è selvaggio, un testo pieno di energia ed emozioni – ed è questo che ha motivato sia me che gli attori. Si sente l’eco dei più grandi drammi shakespeariani, e anche se ufficialmente è classificata come una tragedia, contiene sprazzi di commedia.”

 “Il film si concentra sulla storia d’amore” – ha aggiunto Almereyda – “un dramma emotivo in cui l’amore non corrisposto si confonde con il tradimento. Abbiamo fatto del nostro meglio per mantenere intatta l’intimità della storia ma l’abbiamo ambientata in una scena inaspettata, quotidiana e spettacolare allo stesso tempo”.

 

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Autore Valeria Brucoli