Frank3n5t31n è la nuova versione filosofico-fantascientifica del classico della narrativa gotica Frankenstein, o il moderno Prometeo di Mary Shelley, scritta e diretta dal Bernard Rose di Candyman – Terrore dietro lo specchio, che coinvolge il protagonista di allora, Tony Todd [Il corvo, Final destination], qui nelle vesti del barbone cieco che si affeziona alla creatura.

L’ambientazione scelta per l’occasione è una Los Angeles dei giorni nostri, ma la maggior parte del tempo le inquadrature sono in spazi chiusi o in vicoli nascosti che potrebbero essere ovunque, per questioni di budget o per fornire una certa universalità alla storia.

Dopo un incipit che promette bene con soggettive e false soggettive con le palpebre della creatura a fungere da diaframma, il film non mantiene la soggettività dello sguardo, ma esclusivamente in modo verbale, lasciando intendere una narrazione derivata dalla forma epistolare, ingiustificabile in alcun modo visto che il mostro non può aver imparato a scrivere né a leggere nel tempo filmico. Non è un errore isolato, visto i cali di tensione non voluti, primo fra tutti la richiesta di un “sedativo”, che rimanda al “sedatavo” della parodia Frankenstein junior di Mel Brooks, da parte di uno dei medici/Igor aggrediti dal mostro durante la fuga dal laboratorio segreto. Per non parlare dello “spiegone” con annessa creazione del clone tramite una banale stampante 3D, tra l’altro mal realizzata scenograficamente.

«Vedi? È così che ti abbiamo creato. E ti creeremo ancora».

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Peccato! Le premesse per far bene c’erano e ai ragionamenti a cui il Frankenstein di Mary Shelley obbliga, la sceneggiatura espone nuovi spunti di riflessione che però non si specchiano nella regia né tantomeno nella fotografia anch’essa oggettiva e, salvo l’incipit, priva di qualsiasi intento stilistico e sperimentale. Sul braciere delle riflessioni andate in fumo si susseguono le ormai consuete “quale sia il limite oltre il quale la scienza non può andare”, “se porre o no un freno alle ricerche sul mistero della vita e sulla salvezza dalla morte”, “se si può definire “mostro” una creatura innocente che, abbandonata a se stessa, ha la sola colpa di essere amorale, di non avere, cioè, una morale da seguire, e quindi di non saper distinguere il bene dal male”, “o se invece si dovrebbe considerare mostruoso colui che lo crea, trasformandolo in esempio della tracotanza della scienza che sfida il divino per poi cercare di distruggerlo, una volta conscio di aver creato un essere imperfetto, non gradito alla società in quanto non conforme allo status sociale “umano” e ritenuto, erroneamente, privo di un qualsiasi scopo vitale.

«Nonostante la sua desolazione anche il nemico di Dio e dell’uomo aveva degli amici. Io sono solo»

Ma il “mostro”, interpretato dal Xavier Samuel di The Twilght Saga e Two mothers, ha un istinto di sopravvivenza che va ben oltre le capacità di un uomo comune, ma contrariamente a quanto accade ai colleghi supereoi Marvel o DC, quel suo essere diverso nell’aspetto fisico e quel suo primitivo modo di comportarsi spingono la società a non accettarlo e ad emarginarlo, nonostante sia forte in lui il desiderio amorale, ovvero di avere l’opportunità di ricevere amore e di dimostrarlo agli altri.

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«Entità con una coscienza», così viene definito da Elizabeth [Carrie-Ann Moss, Memento, Matrix], che con il marito, il dottor Victor Frankenstein [Danny Huston, 30 giorni di buio, Big eyes], ha dato vita al clone umano che è poi sfuggito al controllo. La donna, inizialmente, si relaziona con la creatura come una madre amorevole, che, però, contemporaneamente, vede in quel corpo, giovane e bello, un possibile sfogo dei suoi desideri sessuali, ribaditi peraltro nel finale in una discutibile scena che Freud definirebbe “primaria”. Ma, successivamente, avuta l’occasione per il riconoscimento e il ricongiungimento con la sua creatura, la rifiuta, abbandonandola a se stessa e condannandola all’autodeterminazione forzata nella desolazione più assoluta, senza una guida.

«Un angelo caduto dal cielo si trasforma in diavolo».

Nonostante ciò, è Elizabeth a diventare lo scopo di vita del mostro: quell’amore primordiale ricevuto tra le braccia della donna viene visto, dalla mente del ragazzo, come l’ultimo posto dove sia stato al sicuro, desiderato, felice; rappresenta, per lui, quella forza che si contrappone alle limitazioni che il mondo gli ha arbitrariamente imposto, come imposta gli era stata la morte, per giunta dalle stesse mani che gli avevano imposto la vita; infine, è quel calore simile alla fiamma di un accendino che in altre versioni del Frankenstein, la creatura fugge, in quanto emblema terreno della luce divina, il fulmine del romanzo, che lo ha visto nascere e che potrebbe ucciderlo.

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SPOILER – Solo nel finale ottiene qualcosa di ormai insperato: una carezza e, soprattutto, l’attribuzione del nome Adam, di chiaro riferimento biblico: un gesto che per qualsiasi religione ha una valenza mistica, oltre a fornire dignità, senso di appartenenza alla comunità e segno di distinzione dalla massa.

Ma un piccolo raggio di luce non dissipa di certo le tenebre e la tragedia ha il suo edipico epilogo nel momento in cui il dottor Frankenstein uccide accidentalmente Elizabeth nell’ennesimo tentativo di cancellare il suo coriaceo “sbaglio”.

Quel profondo desiderio di calore umano che è una sorta di freudiano ritorno nell’utero, non può che avere il suo compimento nel gesto più estremo dell’autodeterminismo di Adam nel calore delle fiamme, finalmente stretto nel fortemente voluto abbraccio tra simili, traducibile visivamente in un ammasso di carne ormai priva di vita e un ammasso di carne morta privata d’amore.  – SPOILER

«Se non posso ispirare amore, seminerò paura».

E per l’ennesima volta, ma questa volta anche extradiegeticamente parlando, lo spettatore tiferà per la vendetta della creatura a scapito dei veri mostri, coloro che hanno il coraggio di farsi ancora chiamare uomini.

IL DVD

REGIA: Bernard Rose INTERPRETI: Xavier Samuel, Carrie-Ann Moss, Tony Todd, Danny Huston, Maya Erskine TITOLO ORIGINALE: Frank3n5t31n GENERE: horror, fantascienza DURATA: 86′ ORIGINE: USA, 2016 LINGUE: Italiano 5.1 Dolby Digital, Inglese 5.1 Dolby Digital SOTTOTITOLI: Italiano per non udenti EXTRA: Trailer DISTRIBUZIONE: Barter Entertainment

Poco da dire per il trattamento homevideo di Frank3n5te1n, che è distribuito da Barter Entertainment in un’edizione DVD minimalista che non aggiunge nulla alla visione del film: classica custodia amaray su cui campeggia il bellissimo movie poster del film, disco unico, audio multicanale in Dolby Digital, in italiano e inglese, formato video widescreen in rapporto 1.85:1. Tra gli extra solo il trailer.

Il film è vietato ai minori di 14 anni.

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Autore Fabio La Scalia