La Tate Britain di Londra ha riaccolto nella sua collezione Ophelia e tutti gli altri capolavori preraffaeliti dopo un tour mondiale dedicato alla avant-garde vittoriana, iniziato nel 2012 nella galleria londinese e terminato a Torino quest’anno, dopo aver toccato Washington, Mosca e Tokyo.

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È passato solo un anno da quando la Tate Britain, sotto la direzione di Penelope Curtis, ha riconfigurato la sua collezione permanente seguendo le tappe fondamentali della storia dell’arte inglese e affoidando ai Preraffaelliti un’intera sala, che esplora tutta l’epoca vittoriana, e ora Ophelia di John Everett Millais ha ritrovato il suo posto accanto a The Lady of Shalott di John William Waterhouse.

Dipinto da Millais tra il 1851 e il 1852, Ophelia ritrae l’omonima eroina shakespeariana, che si abbandona alla morte dopo essere stata allontanata dal suo amato Amleto. L’artista ha ritrovato i tratti del suo volto nella musa preraffaellita Elizabeth Siddal e, per riprodurre il pallore della carne e le vesti gonfie d’acqua, ha realmente immerso la modella nell’acqua tiepida, per poi mescolare quell’immagine con una scena realistica dipinta sulle rive dell’Hogsmill River nel Surrey, dove ha trascorso cinque mesi per catturare ogni dettaglio del paesaggio con un’accuratezza senza precedenti.

Autore Valeria Brucoli