Una prima macchia grigia sulla pelle, piccola e anonima. Non si nota. Poi ecco arrivarne una seconda, si unisce alla precedente per formare qualcosa di più visibile. Ora ci si accorge di avere qualcosa di estraneo che sta prendendo possesso del nostro corpo, anche dall’interno. Lo scorrere inesorabile e veloce del tempo però ci trascina già alla conclusione. Siamo ormai una pietra, senza nessun controllo se non sul proprio pensiero.

È la storia di una malattia quella raccontata nel graphic novel Come una pietra, edito da SaldaPress, con testi di Joe Casey (Batman, X-Men, Fantastic Four, Mister Majestic, GØDLAND) e disegni di Charlie Adlard (The Walking Dead). Il fumetto è stato pubblicato il 2 dicembre 2016.

I lettori si ritrovano spettatori della vita di Thomas Dare, un pianista, alle prese con un divorzio e un’amante incinta. Problemi consueti, dallo scarso interesse. Potrebbe sembrare la storia di un uomo ordinario, come molti altri. Vi è però qualcosa che andrà a stravolgere il mondo di Tom. Una sconcertante malattia che lo condanna, pian piano, a diventare una pietra. Si tratta di qualcosa di completamente nuovo, mai studiato. Tom si ritrova perciò dall’essere un uomo medio, poco interessante, a divenire il paziente zero di una malattia misteriosa. In tutto questo è accompagnato dai suoi migliori amici, il brillante avvocato Fred e il premuroso medico Alvin. Saranno loro le ancore di salvezza in un mare d’incertezze.

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Gli autori del fumetto non si soffermano sull’aspetto spettacolare e incredibile che potrebbe offrire la storia della malattia di Tom. Non vogliono e lo ripetono più volte, tramite le parole e le decisioni del protagonista. L’obiettivo non è raccontare la storia di un super eroe, capace di divenire pietra e rendersi così indistruttibile, ma parlare di un uomo, ordinario, e del suo percorso verso la completa consapevolezza di se stesso.

L’affrontare una malattia così invasiva e deleteria porterà Tom a dover risolvere tutte le questioni lasciate in sospeso nel corso della sua vita. Per la prima volta è consapevole dello scorrere del tempo, avverte quella sensazione di conclusione, come se si ritrovasse alle ultime pagine di un libro. La sua progressiva trasformazione in pietra gli mostra, visibilmente, gli effetti dei secondi, minuti e ore che passano. È su quest’aspetto che Charlie Adlard mostra tutto il suo talento, perché fa percepire agli stessi lettori questa inarrestabilità. I disegni sono semplici, lineari, in bianco e nero. Le uniche variazioni sono le sfumature di grigio sul corpo di Tom, a indicare proprio la progressione della malattia. Con lo sfogliare delle pagine, l’ansia per il destino di Tom va ad aumentare perché ci si accorge che il grigio sta iniziando a essere sempre più il protagonista del foglio di carta.

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Come una pietra porta a riflettere sul perché si riescono ad apprezzare veramente le persone, le emozioni, i luoghi che sono intorno a noi, solo quando si avverte una sensazione di fine, d’irreversibilità. Gli autori vogliono mandare un messaggio ai lettori, quello di ascoltare ciò che li circonda e di slanciarsi, il più presto possibile, verso un cielo pieno di opportunità.

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Autore Giuseppe Basile