Il regista americanoOliver Stone ha presentato alla Festa del Cinema di Roma Snowden, il biopic su Edward Snowden, il whistblower più famoso del mondo, ex tecnico della CIA e consulente informatico della NSA, che nel 2013 ha rivelato al giornalista del The Guardian Glenn Greenwald e alla documentarista Laura Poitras i segreti dei sistemi di sorveglianza di massa delle comunicazioni perpetrati dal governo statunitense per garantire la sicurezza nazionale a discapito di tutte le leggi di tutela della privacy. “Era una storia complicata e imponente – ha dichiarato Stone – perché le informazioni in possesso di Snowden erano così complicate che bisognava interpretarle prima di poterle rivelare. Con questo film ho voluto rendere più chiaro questo messaggio, e risvegliare l’attenzione su quanto è accaduto, perché ci riguarda da vicino ed è una questione ancora aperta, visto che Snowden si trova ancora in Russia in attesa di ricevere un giusto processo negli Stati Uniti”.

Questo film affronta delle questioni molto delicate, dalla sicurezza nazionale, al controllo dei cittadini da parte del governo, fino al coinvolgimento diretto di figure politiche di spicco nella vicenda Snowden come Barack Obama. “Obama si è messo in questa situazione con le sue stesse mani. Ha avuto l’occasione di cambiare le cose e non l’ha fatto. Confesso che all’inizio della mia carriera ero conservatore, ma poi sono rimasto sconcertato da ciò che è accaduto in Vietnam e ho cambiato radicalmente orientamento e anche il mio cinema ha sempre seguito le questioni politiche molto da vicino. Snowden ha avuto un grande coraggio, al punto che la sua malattia spirituale è sfociata nell’epilessia, e proprio per questo dobbiamo accogliere il suo invito a stare sempre attenti alle informazioni che ci scambiamo online, perché dall’osservazione dei terroristi si è passati all’osservazione di massa”.

Autore Valeria Brucoli