Una delle prime regole che insegnano nei corsi di scrittura creativa è: parla di ciò che conosci. Kumail Nanjiani l’ha presa in parola, al punto da scrivere una sceneggiatura a quattro mani con sua moglie Emily V. Gordon, che racconta la loro storia surreale d’amore. E come se non bastasse, quando Michael Showalter l’ha trasformata in un film, Kumail Nanjiani, che ha iniziato la sua carriera come attore in un Comedy Bar di Chicago, ha scelto di interpretare il ruolo del protagonista. Come diceva Oscar Wilde, a volte la vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita.

Kumail incontra Emily durante un suo show in un bar di Chicago e la loro storia inizia con la leggerezza tipica della giovinezza, con tanta passione e poca voglia di assumersi un impegno a lungo termine, anche perchè il ragazzo appartiene a una famiglia pakistano-musulmana molto legata alle tradizioni, che non vede l’ora di organizzargli un matrimonio combinato. Con il passare del tempo però la storia di Kumail ed Emily diventa sempre più seria e i due non possono fare a meno di affrontare i pregiudizi delle loro famiglie e tutti i problemi che ne conseguono. Ma è proprio nel momento in cui esplode la crisi che Emily si ammala gravemente e va in coma.

Da questo momento in poi la storia d’amore diventa un rapporto in assenza, che si sviluppa e prende strade inaspettate, mentre Kumail si fa in quattro per farsi apprezzare dai genitori di Emily e lei non è cosciente di ciò che sta accadendo al suo capezzale. Ed è proprio questo il tratto più originale di questa tragicommedia, che ha dell’incredibile se non fosse che è una storia realmente accaduta, scritta e messa in scena proprio da chi l’ha vissuta. Kumail Nanjiani dà qui una vera e propria lezione sull’amore oltre che di sceneggiatura, riuscendo a catturare sulla scena la magia degli aspetti apparentemente più scontati della quotidianità e a raccontare l’incontro-scontro tra culture diverse con una naturalezza fuori dal comune.

Michael Showalter ha saputo interpretare il suo messaggio alla perfezione, in un film che non riesce ad essere mai scontato e sa trovare l’ironia anche negli aspetti più drammatici della vita, proprio come accade nella realtà. The Big Sick nasconde un piccolo colpo di scena dietro ogni angolo e affronta l’amore da un punto di vista insolito per poter essere definito una commedia romantica, ma a suo modo lo è in tutto e per tutto, l’unica differenza è che, anzicchè seguire i canovacci preconfezionati del genere, scorre secondo una serie di eventi imprevedibili e proprio nel suo carattere anticonvenzionale trova la sua dimensione espressiva ideale.

Autore Valeria Brucoli