Jackie, di Pablo Larraín

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“Una pallottola ha attraversato il collo del Presidente; una successiva pallottola, letale, ha
frantumato il lato destro del cranio.”
“Sua moglie Jacqueline Kennedy, trentaquattrenne, era seduta accanto a lui”.
“Accanto a lui”.

Il re è morto. La sua regina cerca di ricomporre quello che rimane della sua testa martoriata, tenendosi aggrappata a quel corpo senza vita, come a un passato che non può più tornare. È il 22 novembre 1963 e il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy si trova in visita a Dallas con la sua sposa, quando un colpo di fucile mette fine alla sua vita. L’America traballa, il mondo intero è sotto shock. Jacqueline Kennedy, con gli abiti e il volto ancora macchiati di sangue, viene portata sull’Air Force One, ed è proprio lì, mentre tenta nervosamente di pulirsi dal ricordo di quanto è accaduto, che Pablo Larraín fa iniziare la sua storia.

Caspar Phillipson as "John Fitzgerald Kennedy" and Natalie Portman as "Jackie Kennedy" in JACKIE. Photo by Stephanie Branchu. © 2016 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved
Il suo ritratto di Jacqueline Kennedy vuole essere diverso da tutti gli altri, entrare senza pudore nella sua intimità e lasciare sullo sfondo l’immagine pubblica della first lady che tutti conoscono a memoria. La sua eleganza innata, l’amore per le arti e il gusto sublime con cui aveva arredato personalmente la Casa Bianca, interessano poco al regista cileno, che accende le telecamere su Jackie nell’istante esatto in cui si spengono quelle del mondo, nel momento in cui si spoglia della sua immagine pubblica per abbracciare il dolore di una perdita incolmabile. Jackie, regina senza corona, in un solo giorno ha perso marito, trono e castello. Tutto ciò che le è rimasto e sé stessa, e due figli, ancora troppo piccoli per comprendere la gravità di quanto è accaduto e l’impatto che la morte del padre avrà sulle loro vite.

Natalie Portman as "Jackie Kennedy" in JACKIE. Photo by Stephanie Branchu. © 2016 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved
L’unico a raccogliere la memoria di Jackie è Theodore White, il giornalista di Life che ha intervistato la first lady dopo la scomparsa del marito, e che Larraín usa come escamotage narrativo per correre a ritroso tra gli eventi che sono seguiti alla morte del presidente. Jackie è nuda, metaforicamente, davanti alla macchina da presa, che la segue tra le stanze fredde e vuote della Casa Bianca, in cui i suoi singhiozzi rimbombano come macigni. La segue anche nelle occasioni ufficiali, come il funerale del marito, ma con la stessa grazia che le riserva nei momenti privati. Il punto di vista su tutta la vicenda è di Jackie e di nessun altro, lei è la protagonista assoluta di questo film mastodontico, in cui tutti gli altri personaggi che le ruotano attorno non sono altro che comparse, fantasmi del passato pronti a scomparire alla fine del teatrino.

Natalie Portman says the key to her portrayal of Jackie Kennedy in the film "Jackie" was that unforgettable voice. MUST CREDIT: William Gray - Fox Searchlight.
John Fitzgerald Kennedy è uno di questi. Il fantasma di un marito imperfetto, che cedeva spesso alle tentazioni, ma poi tornava sempre a casa dalla sua famiglia, che viveva di segreti, ma che aveva un sogno molto più grande della presidenza, anche del potere. Il suo sogno era Camelot, un luogo che per un breve splendente momento aveva visto trionfare la giustizia, ma che forse non era mai esistito. Camelot, la canzone cantata Richard Burton nel finale di un musical di Broadway, era una vera e propria ossessione per il presidente e quello su cui la sua giovane vedova ha creato la sua leggenda, rafforzando la sua eredità politica per i secoli a venire. L’America di Jackie e Kennedy ormai è un ricordo lontano, un poema cavalleresco di cui rimangono solo poche immagini di repertorio, ma che continua a vivere nella memoria di chi ha vissuto quell’epoca d’oro. E il merito è soltanto di Jackie, della grazia con cui ha trasformato il dolore in forza, il lutto nell’opportunità di lasciare un messaggio di speranza a tutto il mondo. Camelot può tornare, forse, un giorno, ma solo finché esisterà ancora qualcuno che crederà nella sua leggenda.

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