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Una donna promettente, di Emerald Fennell

Può l’orrore travestirsi da commedia romantica, assumerne persino i colori zuccherosi e i toni delicati per alcuni istanti, per poi rivelarsi all’improvviso in tutta la sua violenza? Una donna promettente percorre proprio questa strada per raccontare la sua storia, riuscendo nel suo intento di trasmettere allo spettatore una sensazione di costante inquietudine e disagio, la stessa che prova Cassie ogni qualvolta si trova tra le braccia di un uomo, prima che da placido agnello si trasformi in lupo famelico.

Di giorno Cassie lavora in una caffetteria, è dolce, gentile e sempre pronta sfoderare il migliore dei sorrisi per i suoi clienti. Di notte invece cambia volto, indossa i suoi vestiti più sexy e si presenta nei bar e nelle discoteche e, quando i locali si avviano alla chiusura, si finge ubriaca al punto di non reggersi in piedi. Come da copione, ogni volta le si avvicina un uomo che cavallerescamente si offre di riaccompagnarla a casa, ma non perde occasione di approfittare del suo stato di incoscienza o almeno tenta di farlo, perché Cassie al momento giusto smaschera ogni potenziale predatore e gli infligge una lezione indimenticabile su come trattare le donne, sobrie o ubriache che siano, e sul rispetto che è dovuto a ognuna di loro.

Questa è la sua missione, il loop in cui è intrappolata da quando la sua migliore amica, Nina, ha perso la vita dopo che alcuni colleghi di corso avevano abusato di lei, approfittando del fatto che non fosse lucida, e per questo sono rimasti impuniti. Questo tragico evento è stato uno spartiacque nella vita di Cassie, che da allora ha lasciato la facoltà di medicina e qualunque ambizione personale, al di fuori della vendetta verso tutti coloro che sono stati coinvolti o in qualche modo responsabili per la morte della sua amica.

Anche l’incontro con un chirurgo pediatrico, che la ama ed è pronto a vivere al suo fianco, non basta per interrompere il suo loop distruttivo. Perché anche lui, che ora si pavoneggia nel suo ruolo da principe azzurro, è stato complice della violenza su Nina, e non ha fatto nulla. Lui è la prova che tutti sono rimasti impuniti e hanno continuato indisturbati a vivere le loro vite, realizzandosi nel lavoro e nella vita privata, mentre la vita di Nina e di Cassie sono state spezzate. Ed è per questo che Cassie non intende fermarsi, fino a che tutti i responsabili, uomini e donne, non comprenderanno la gravità di quelle azioni che hanno archiviato come bravate di gioventù e presto dimenticato.

Un ritratto ambiguo quello di Cassie, che Emerald Fennell, al suo primo film da regista, riesce a disegnare mettendo in risalto tutta l’ambiguità di questo personaggio, che proprio sulla sua capacità di essere angelo e diavolo allo stesso tempo costruisce il suo percorso. Tuttavia, se il cambiamento di Cassie è costruito ad arte per rivelare il vero volto degli uomini che incontra, lo stesso non avviene per le sue vittime che lasciano cadere la maschera del bravo ragazzo per indossare quella del predatore con una disinvoltura spaventosa.

Ed è proprio questo l’orrore che la regista vuole portare alla luce, affrontando con coraggio un tema estremamente attuale, quello dei rapporti sessuali con chi è sotto l’effetto di alcol o droghe, dunque non in grado di esprimere il proprio consenso. Una condizione che non riduce la colpa di chi compie violenza, né la gravità del reato, ma che per la giurisprudenza nasconde ancora molte zone d’ombra ed è ancora dibattuta in molti Paesi. 

Una donna promettente non si addentra nel dibattito giuridico, ma in una forma squisitamente finzionaria porta all’attenzione una questione troppo spesso taciuta, e ancora più spesso impunita, mostrando a tinte forti l’ambiguità e l’ipocrisia di una società sorda al grido d’aiuto di chi ha vissuto un’esperienza drammatica e ha visto la giustizia voltarsi dall’altra parte, mentre la sua vita non era più la stessa. 

E lo fa con tutte le armi del cinema e dell’immagine, dall’uso sapiente dei colori, che accompagnano il percorso di Cassie facendo da contrappunto alle sue azioni e stati d’animo, dall’amore, alla rabbia, alla cieca vendetta. L’oscillazione tra i colori pastello delle scene in cui Cassie veste il ruolo della figlia e della fidanzata perfetta, stride fortemente con le tinte forti dei momenti in cui mette in atto la sua vendetta, ma è proprio su questo contrasto perturbante che genera l’orrore inaspettato e la violenza là dove ci si aspettava la benevolenza.

Tutte le nomination agli Oscar™ 2017

Dopo i migliori film del 2016 secondo la redazione di ShakeMovies, arrivano fresche di annuncio tutte le nomination agli Oscar™ 2017, l’89esima edizione del premio più atteso dell’anno per i cinefili più incalliti. La cerimonia si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles il 26 febbraio 2017, affidata all’ironia e all’estro di Jimmy Kimmel, alla sua prima conduzione degli Oscar™ .

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MIGLIOR FILM:

Arrival
Fences (Barriere)
Hacksaw Ridge (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Hell or High Water
Hidden Figures (Il diritto di contare)
La La Land
Lion
Manchester by the Sea
Moonlight

MIGLIOR REGISTA:

Denis Villeneuve — Arrival
Mel Gibson — Hacksaw Ridge (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Damien Chazelle — La La Land
Kenneth Lonergan — Manchester by the Sea
Barry Jenkins — Moonlight

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA:

Casey Affleck — Manchester by the Sea
Andrew Garfield — (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Ryan Gosling — La La Land
Viggo Mortensen — Captain Fantastic
Denzel Washington — Fences (Barriere)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA:

Isabelle Huppert — Elle
Ruth Negga — Loving
Natalie Portman — Jackie
Emma Stone — La La Land
Meryl Streep — Florence Foster Jenkins

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA:

Mahershala Ali — Moonlight
Jeff Bridges — Hell or High Water
Lucas Hedges — Manchester by the Sea
Dev Patel — Lion
Michael Shannon — Nocturnal Animals (Animali notturni)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA:

Viola Davis — Fences (Barriere)
Naomie Harris — Moonlight
Nicole Kidman — Lion
Octavia Spencer — Hidden Figures (Il diritto di contare)
Michelle Williams — Manchester by the Sea

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE:

Taylor Sheridan — Hell or High Water
Damien Chazelle — La La Land
Yorgos Lanthimos, Efthymis Filippou — The Lobster
Kenneth Lonergan — Manchester by the Sea
Mike Mills — 20th Century Women

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE:

Eric Heisserer — Arrival
August Wilson — Fences (Barriere)
Allison Schroeder, Theodore Melfi — Hidden Figures (Il diritto di contare)
Luke Davies — Lion
Barry Jenkins — Moonlight

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MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE:

Kubo and the Two Strings (Kubo e la spada magica)
Moana (Oceania)
My Life as a Zucchini (La mia vita da zucchina)
The Red Turtle (La tartaruga rossa)
Zootopia (Zootropolis)

MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA:

Under sandet — Danimarca
En man som heter Ove — Svezia
Forushande — Iran
Tanna — Australia
Toni Erdmann — Germania

MIGLIOR DOCUMENTARIO:

Fuocoammare
I Am Not Your Negro
Life, Animated
O.J.: Made in America
13th

MIGLIOR FOTOGRAFIA:

Arrival
La La Land
Lion
Moonlight
Silence

MIGLIOR SCENOGRAFIA:

Arrival
Fantastic Beasts and Where to Find Them (Animali fantastici e dove trovarli)
Hail, Caesar! (Ave, Cesare!)
La La Land
Passengers
MIGLIOR MONTAGGIO:

Arrival
Hacksaw Ridge (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Hell or High Water
La La Land
Moonlight

MIGLIOR EFFETTI SPECIALI:

Deepwater Horizon
Doctor Strange
The Jungle Book (Il libro della giungla)
Kubo and the Two Strings (Kubo e la spada magica)
Rogue One: A Star Wars Story

MIGLIOR COLONNA SONORA:

Jackie
La La Land
Lion
Moonlight
Passengers

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MIGLIOR CANZONE:

Audition (The Fools Who Dream)La La Land
Can’t Stop the Feeling — Trolls
City of StarsLa La Land
The Empty Chair — Jim: The James Foley Story
How Far I’ll Go — Moana (Oceania)

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO:

Arrival
Deepwater Horizon
Hacksaw Ridge (La battaglia di Hacksaw Ridge)
La La Land
Sully

MIGLIOR MISSAGGIO SONORO:

Arrival
Hacksaw Ridge (La battaglia di Hacksaw Ridge)
La La Land
Rogue One: A Star Wars Story
13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

MIGLIORI TRUCCHI E ACCONCIATURE:

A Man Called Ove
Star Trek Beyond
Suicide Squad

MIGLIORI COSTUMI:

Allied
Fantastic Beasts and Where to Find Them (Animali fantastici e dove trovarli)
Florence Foster Jenkins
Jackie
La La Land

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MIGLIOR CORTOMETRAGGIO:

Ennemis Entreniers
La Femme et le TGV
Silent Nights
Sing
Timecode

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO:

Extremis
4.1 Miles
Joe’s Violin
Watani: My Homeland
The White Helmets

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE:

Blind Vaysha
Borrowed Time
Pear Cider and Cigarettes
Pearl
Piper

Record di nomination per La La Land (in totale 14, eguagliando il precedente record detenuto da Eva contro Eva e Titanic), sicuramente tra le pellicole favorite. Ottimi piazzamenti anche per Manchaster by the sea e Moonlight. Su quale film scommettete? Quale attore vincerà l’ambito premio? Aspettiamo con ansia la cerimonia del 26 febbraio per scoprirne di più.

The founder, di John Lee Hancock

The Founder, di John Lee Hancock [Saving Mr. Banks, The Blind Side, The Rookie – Un sogno una vittoria], racconta la storia vera dell’imprenditore Ray Kroc e di come sia riuscito a far diventare McDonald’s la catena di fast food più famosa al mondo. Non solo, è lo scontro tra due imprenditori idealisti e uno senza scrupoli. Così, mentre il produttore Don Handfield [Touchback, Knightfall]romanza l’origine del film legandola all’ascolto della canzone “Boom, like that” scritta da Mark Knopfler, storica chitarra dei Dire Straits, proprio dopo aver letto l’autobiografia di Ray Kroc, un altro produttore, Aaron Ryder [Memento, The prestige, Donnie Darko, Arrival], spiega: «è un film sull’America e sul capitalismo. Parla della determinazione per il raggiungimento del successo, dell’integrità della ricerca e anche della sua perdita. Rappresenta il sogno americano: si può avere successo nonostante tutto grazie alla pura forza di volontà».

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Ray Kroc [Michael Keaton], semplice commesso viaggiatore di una ditta che vende multimixer per frullati, dall’Illinois si precipita ad incontrare i fratelli Dick e Mac McDonald [Nick Offerman e John Carroll Lynch], che stavano tirando su una catena di ristoranti specializzati nella somministrazione del classico menu da fast food: hamburger, patatine e bibita analcolica.

Quello che li contraddistingueva dalla massa durante il boom economico degli anni ’50, in California come nel mondo, era un sistema espresso per preparare e confezionare che avrebbe rivoluzionato il mercato. Kroc, visto il potenziale per un franchise, cerca con qualsiasi manovra di guadagnarsi una posizione nel loro business, sfidando la ritrosia e le regole ferree dei fratelli, inamovibili nel non voler snaturare la genuinità del loro prodotto e del loro brand.

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Ma allora come si è giunti all’attuale status quo? Chi l’ha spuntata lo si sa, senza neanche vedere il film, ma quello che la sceneggiatura avvincente, dinamica e senza sbavature o falsi moralismi riesce a realizzare è di tenere lo spettatore incollato alla poltrona ad aspettare lo svelamento delle macchinazioni.

E se in fondo al cuore l’umanità positiva dei McDonald lo emoziona e lo muove alla protesta, allo stesso tempo, lo spettatore è rapito dalla carismatica figura di Kroc/Keaton che dialoga direttamente in macchina colmando il vuoto che c’è oltre quella barriera invisibile che è la cosiddetta “quarta parete” con la sua determinazione. Interpellando direttamente il pubblico si erge a protagonista indiscusso e, come per incanto le sue azioni immorali diventano lecite e, anzi, desiderate in quanto fulcro della trama intera.

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La sceneggiatura di Robert Siegel [The Wrestler] è indiscutibilmente da Oscar, come lo è anche la ricostruzione storica operata dallo scenografo Michael Corenblith, dalla set decorator Susan Benjamin e dal costume designer Daniel Orlandi per la fotografia di John Schwartzman, ispirata ai dipinti di Edward Hopper e realizzata con macchine Arri Alexa XT equipaggiate con lenti anamorfiche Panavision ed uno spettacolare rapporto 2.39:1.

Oltre a Michael Keaton [Birdman, Il caso Spotlight], Nick Offerman [Knight of Cups] e John Carroll Lynch [The invitation, Zodiac], nel cast anche Linda Cardellini [Avengers: Age of Ultron], Patrick Wilson [Insidious, Oltre i confini del male: Insidious 2, L’evocazione – The Conjuring, The Conjuring – Il caso Enfield], B. J. Novak [Saving Mr. Banks, Reign over me, Bastardi senza gloria] e Laura Dern [Wild, Jurassic Park].

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Il cliente, di Asghar Farhadi

Il cliente (in persiano: فروشنده‎, “Il venditore”) è un film di Asghar Farhadi, presentato il 21 Maggio al Festival di Cannes 2016, dove ha ricevuto la Palma d’oro per la sceneggiatura e per il miglior attore. È poi stato distribuito in tutta la Francia a partire dal 9 Novembre con il titolo Le client, mentre in Italia la Lucky Red lo distribuirà nelle sale dal 5 gennaio mantenendo il titolo nella traduzione francese, che non tiene conto dei sottili e continui rimandi al famosissimo dramma di Death of a Salesman, ovvero Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller.

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Completamente ambientato e girato a Teheran, Il cliente racconta, infatti, le vicende di una coppia di attori teatrali, Emad [Shahab Hosseini] e Rana [Taraneh Alidoosti], costretti a lasciare il loro appartamento a causa di un danno strutturale causato dai lavori nel cantiere limitrofo, proprio mentre stanno portando in scena Morte di un commesso viaggiatore. Grazie ad un amico, l’attore Babak [Babak Karimi], si spostano in una nuova casa.
«Finalmente la fortuna ci sorride».
Ma un giorno hanno l’infelice idea di spostare sull’adiacente terrazza alcuni oggetti dell’ex inquilina trovati in una stanza chiusa a chiave. Da quel momento si presentano alla loro porta tutta una serie di problemi, primo fra tutti l’aggressione subita da Rana per mano di uno sconosciuto, sulle cui tracce si mette Emad per indagare oltre la strana omertà della moglie e poter soddisfare il proprio personale desiderio di giustizia che viaggia sul sottile filo che separa la ragione dal torto, in uno studiato climax di suspence.

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«Sono stata io ad aprire la porta: aspettavo te! Sono uscita dal bagno e ho aperto con il citofono e sono ritornata in bagno. Mi stavo mettendo lo shampoo e ho sentito che è entrato qualcuno. Da dietro mi ha messo la mano tra i capelli… Pensavo fossi tu! Poi ho visto le sue mani e non ho capito più cos’è successo».

Portare in scena la sofferenza delle vittime, la rabbia e la sete di vendetta dei loro familiari, spesso paga ma non appaga, cinematograficamente parlando, e sembra che il pluripremiato regista iraniano questo lo abbia imparato bene, se costruisce un intricato thriller, avvincente e preciso nei minimi dettagli, che stigmatizza anche l’umanità dei “cattivi”, sottolineando come la visione reale del Bene e del Male spesso non corrisponda al più diffuso modello manicheo.

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Una grande prova attoriale quella dei protagonisti che ben sviluppano uno dei temi più ricorrenti nel cinema di Farhadi: una coppia solida e unita solo nell’apparenza, che nasconde, invece, modi di reagire e ideali in netto contrasto, che minano il loro rapporto armonico fino a far emergere un abisso profondamente oscuro di incomprensioni.

Con Shahab Hosseini, suo attore-feticcio, Asghar Farhadi trionfa sempre: con About Elly, vincitore dell’Orso d’argento a Berlino 2009 per la miglior regia; con Una separazione, nel 2012,  ha vinto il Golden Globe come miglior film straniero e la statuetta come miglior film straniero ai premi Oscar 2012. Si preannuncia una dura lotta con il nostro Fuocoammare per le nomination agli Academy Awards 2017! E sarebbe la quarta candidatura per Fahradi.

Una curiosità: durante la produzione, Farhadi ha postato un annuncio sui social media chiedendo alle persone di inviare delle brevi audizioni video per partecipare come attori non professionisti alla realizzazione del film. Risultato? Migliaia di iraniani hanno aderito all’iniziativa con la speranza di apparire anche solo per pochissimi secondi in qualche scena de Il cliente e record di incassi in Iran nel primo weekend.

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Tutte le nomination agli Oscar 2016

Si è appena conclusa la diretta dell’annuncio delle nomination agli Oscar 2016.

Sono state appena annunciate da John Krasinski, Guillermo del Toro e Ang Lee in diretta dal Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills le candidature agli Oscar 2016. La cerimonia di premiazione si terrà il 28 febbraio, e come annunciato da tempo, sarà presentata da Chris Rock, alla sua seconda conduzione dopo undici anni.

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A guardare il numero sostanzioso di nomination che ha accumulato Revenant – Redivivo di Alejandro González Iñárritu, il film del regista messicano appare il favorito. Oltre a centrare le categorie destinate al miglior film e alla migliore regia, fa ampia messe di candidature tecniche e riesce a mandare in nomination, oltre al suo assoluto protagonista Leonardo DiCaprio, anche la sua brillante co-star Tom Hardy. Il caso Spotlight di Tom McCarthy, vincitore di gran parte dei riconoscimenti della critica, non è troppo distante avendo ottenuto anch’esso due menzioni attoriali per Mark Ruffalo e Rachel McAdams.
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Non manca qualche soddisfazione per l’Italia, con Youth – La giovinezza che finisce nella lista dei candidati grazie a Simple Songs 2 e naturalmente al maestro Ennio Morricone, candidato all’ambita statuetta per The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

Ecco la lista completa delle nomination agli Oscar 2016:

II ponte delle spie - Tom Hanks e Mark Rylance

Miglior film

La grande scommessa

Il ponte delle spie

Brooklyn

Mad Max: Fury Road

Sopravvissuto – The Martian

Revenant – Redivivo

Room

Il caso Spotlight

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Miglior regia

Alejandro González Iñárritu per Revenant – Redivivo

Thomas McCarthy per Il caso Spotlight

George Miller per Mad Max: Fury Road

Leonard Abrahamson per Room

Adam McKay per La grande scommessa

 

Migliore attore protagonista

Bryan Cranston per L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo

Leonardo DiCaprio per Revenant – Redivivo

Matt Damon per Sopravvissuto – The Martian

Michael Fassbender per Steve Jobs

Eddie Redmayne per The Danish Girl

 

(L-R) KYLE CHANDLER and CATE BLANCHETT star in CAROL

Migliore attrice protagonista

Cate Blanchett per Carol

Brie Larson per Room

Jennifer Lawrence per Joy

Charlotte Rampling per 45 anni

 

Migliore attore non protagonista

Christian Bale per La grande scommessa

Tom Hardy per Revenant – Redivivo

Mark Ruffalo per Il caso Spotlight

Mark Rylance per Il ponte delle spie

Sylvester Stallone per Creed – Nato per combattere

 

Migliore attrice non protagonista

Jennifer Jason Leigh per The Hateful Eight

Rooney Mara per Carol

Rachel McAdams per Il caso Spotlight

Alicia Vikander per The Danish Girl

Kate Winslet per Steve Jobs 

Disney•Pixar's "Inside Out" takes us to the most extraordinary location yet - inside the mind of Riley. Like all of us, Riley is guided by her emotions - Anger (voiced by Lewis Black), Disgust (voiced by Mindy Kaling), Joy (voiced by Amy Poehler), Fear (voiced by Bill Hader) and Sadness (voiced by Phyllis Smith). The emotions live in Headquarters, the control center inside Riley's mind, where they help advise her through everyday life. Directed by Pete Docter and produced by Jonas Rivera, "Inside Out" is in theaters June 19, 2015.

Migliore sceneggiatura originale

Il ponte delle spie

Ex Machina

Inside Out

Il caso Spotlight

Straight Outta Compton

 

Migliore sceneggiatura non originale

La grande scommessa

Brooklyn

Sopravvissuto – The Martian

Room

Carol

 

Miglior fotografia

Carol

The Hateful Eight

Mad Max: Fury Road

Revenant – Redivivo

Sicario

 

Miglior montaggio

Mad Max: Fury Road

La grande scommessa

Revenant – Redivivo

Star Wars: Il risveglio della forza

Il caso Spotlight

 

Miglior scenografia

Il ponte delle spie

Mad Max: Fury Road

The Danish Girl

Revenant – Redivivo

Sopravvissuto – The Martian

CINDERELLA

Migliori costumi

Carol

Cenerentola

The Danish Girl

Mad Max: Fury Road

Revenant – Redivivo

 

Miglior colonna sonora originale

Il ponte delle spie

Carol

Sicario

The Hateful Eight

Star Wars: Il risveglio della forza

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Miglior canzone originale

Youth – La giovinezza

007 Spectre

Cinquanta sfumature di grigio

The Hunting Ground

Racing Extinction

 

Miglior trucco e acconciature

Mad Max: Fury Road

Revenant – Redivivo

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

 

Miglior sonoro

Mad Max: Fury Road

Sopravvissuto – The Martian

Revenant – Redivivo

Sicario

Star Wars: Il risveglio della forza

Star Wars: Il Risveglio della Forza

Miglior montaggio sonoro

Il ponte delle spie

Mad Max: Fury Road

Sopravvissuto – The Martian

Revenant – Redivivo

Star Wars: Il risveglio della forza

 

Migliori effetti speciali

Ex Machina

Mad Max: Fury Road

Sopravvissuto – The Martian

Revenant – Redivivo

Star Wars: Il risveglio della forza

 

Miglior film d’animazione

Anomalisa

Il bambino che scoprì il mondo

Inside Out

Shaun, Vita da Pecora – Il Film

Quando c’era Marnie
Miglior film straniero

Il figlio di Saul

Mustang

Theeb

El abrazo de la serpiente

A War

Ex-Machina

Miglior documentario

Amy – The Girl Behind the Name

Cartel Land

The Look of Silence

Winter on Fire

What Happened, Miss Simone?

 

Premio alla carriera

Spike Lee

Gena Rowlands

 

Humanitarian Award

Debbie Reynolds

Dai creatori di Coraline e ParaNorman: Boxtrolls – Le Scatole Magiche

Pittura, fotografia, Illuminazione, scultura e musica danno vita a Boxtrolls – Le Scatole Magiche, l’ultimo capolavoro della LAIKA, lo studio d’animazione che ha creato Coraline e la Porta Magica e ParaNorman, entrambi candidati all’Oscar per il Miglior Film d’Animazione. Tratto dal romanzo di Alan Snow, Here be Monsters!, questa meravigliosa avventura animata è stata concepita e fotografata in 3D stereoscopico, in cui stop-motion, disegni a mano, e CG si incontrano per fondere la  tradizione artigianale e gli strumenti più recenti del mestiere.

I Boxtrolls sono delle creature bizzarre e dispettose, che hanno amorevolmente adottato e cresciuto un ragazzino orfano, Uovo, nelle caverne che hanno costruito sotto i vicoli di Pontecacio. Qui vivono una vita felice ed armoniosa, lontano dalla società, visto che i residenti snob della cittadina vittoriana sono ossessionati dalla ricchezza, dalla classe sociale, e soprattutto dal cacio. Lord Gorgon-Zole, il sindaco, detta legge circondato dai suoi uomini delle Tube Bianche. Come tutti gli altri, crede alle leggende spaventose sui Boxtrolls, divulgate in lungo e in largo per oltre un decennio dal malvagio Archibald Arraffa. Determinato ad ottenere il consenso delle Tube Bianche, Arraffa ha imprigionato il geniale inventore ed amico dei Boxtrolls, Herbert Trubshaw, ed ha reclutato una banda nota come Tube Rosse per catturare tutti i Boxtrolls.

La spazzatura degli umani è il tesoro dei Boxtrolls, che indossano scatole di cartone riciclato come gusci di tartarughe. Questa comunità gentile ed ingegnosa raccolglie i rifiuti immergendosi nei cassonetti per trasformarli in invenzioni strepitose. Assieme alla sua famiglia di Boxtrolls, malvista dai cittadini di Pontecacio e ostacolata dal regime pericoloso di Arraffa, Uovo deve avventurarsi fuori terra, “alla luce”, dove incontra e si allea con una ragazzina straordinariamente grintosa, Winnie, ovvero la figlia del sindaco. Uovo e Winnie escogitano insieme un piano per salvare i Boxtrolls da Arraffa, imbarcandosi in un’avventura fatta di follia ed affetto.

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“Ogni storia che raccontiamo alla LAIKA ha una raffinata combinazione di buio e luce, di intensità e calore, e reale dinamismo” – ha dichiarato il produttore e capo animatore Travis Knight – “Aspiriamo a raccontare storie che sono visivamente sbalorditive, che hanno una patina di bellezza, ma cosa più importante è che abbiano un senso. I nostri film sono suggestivi, profondamente sentiti, progressivi, e un pò sovversivi”.

Knight aggiunge: “Boxtrolls – Le Scatole Magiche è diverso dai film precedenti, Coraline e la Porta Magica e ParaNorman, in quanto si trattava di storie americane contemporanee raccontate con elementi soprannaturali. Questo film è collocato in un periodo di tempo preciso ed è un miscuglio di detective story, commedia dell’assurdo, ed avventura steampunk con splendore visivo ed una morale sorprendente. E’ una sorta di racconto di Charles Dickens intrecciato con Roald Dahl e Monty Python”.

IL TRAILER: