Una donna promettente, di Emerald Fennell

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Può l’orrore travestirsi da commedia romantica, assumerne persino i colori zuccherosi e i toni delicati per alcuni istanti, per poi rivelarsi all’improvviso in tutta la sua violenza? Una donna promettente percorre proprio questa strada per raccontare la sua storia, riuscendo nel suo intento di trasmettere allo spettatore una sensazione di costante inquietudine e disagio, la stessa che prova Cassie ogni qualvolta si trova tra le braccia di un uomo, prima che da placido agnello si trasformi in lupo famelico.

Di giorno Cassie lavora in una caffetteria, è dolce, gentile e sempre pronta sfoderare il migliore dei sorrisi per i suoi clienti. Di notte invece cambia volto, indossa i suoi vestiti più sexy e si presenta nei bar e nelle discoteche e, quando i locali si avviano alla chiusura, si finge ubriaca al punto di non reggersi in piedi. Come da copione, ogni volta le si avvicina un uomo che cavallerescamente si offre di riaccompagnarla a casa, ma non perde occasione di approfittare del suo stato di incoscienza o almeno tenta di farlo, perché Cassie al momento giusto smaschera ogni potenziale predatore e gli infligge una lezione indimenticabile su come trattare le donne, sobrie o ubriache che siano, e sul rispetto che è dovuto a ognuna di loro.

Questa è la sua missione, il loop in cui è intrappolata da quando la sua migliore amica, Nina, ha perso la vita dopo che alcuni colleghi di corso avevano abusato di lei, approfittando del fatto che non fosse lucida, e per questo sono rimasti impuniti. Questo tragico evento è stato uno spartiacque nella vita di Cassie, che da allora ha lasciato la facoltà di medicina e qualunque ambizione personale, al di fuori della vendetta verso tutti coloro che sono stati coinvolti o in qualche modo responsabili per la morte della sua amica.

Anche l’incontro con un chirurgo pediatrico, che la ama ed è pronto a vivere al suo fianco, non basta per interrompere il suo loop distruttivo. Perché anche lui, che ora si pavoneggia nel suo ruolo da principe azzurro, è stato complice della violenza su Nina, e non ha fatto nulla. Lui è la prova che tutti sono rimasti impuniti e hanno continuato indisturbati a vivere le loro vite, realizzandosi nel lavoro e nella vita privata, mentre la vita di Nina e di Cassie sono state spezzate. Ed è per questo che Cassie non intende fermarsi, fino a che tutti i responsabili, uomini e donne, non comprenderanno la gravità di quelle azioni che hanno archiviato come bravate di gioventù e presto dimenticato.

Un ritratto ambiguo quello di Cassie, che Emerald Fennell, al suo primo film da regista, riesce a disegnare mettendo in risalto tutta l’ambiguità di questo personaggio, che proprio sulla sua capacità di essere angelo e diavolo allo stesso tempo costruisce il suo percorso. Tuttavia, se il cambiamento di Cassie è costruito ad arte per rivelare il vero volto degli uomini che incontra, lo stesso non avviene per le sue vittime che lasciano cadere la maschera del bravo ragazzo per indossare quella del predatore con una disinvoltura spaventosa.

Ed è proprio questo l’orrore che la regista vuole portare alla luce, affrontando con coraggio un tema estremamente attuale, quello dei rapporti sessuali con chi è sotto l’effetto di alcol o droghe, dunque non in grado di esprimere il proprio consenso. Una condizione che non riduce la colpa di chi compie violenza, né la gravità del reato, ma che per la giurisprudenza nasconde ancora molte zone d’ombra ed è ancora dibattuta in molti Paesi. 

Una donna promettente non si addentra nel dibattito giuridico, ma in una forma squisitamente finzionaria porta all’attenzione una questione troppo spesso taciuta, e ancora più spesso impunita, mostrando a tinte forti l’ambiguità e l’ipocrisia di una società sorda al grido d’aiuto di chi ha vissuto un’esperienza drammatica e ha visto la giustizia voltarsi dall’altra parte, mentre la sua vita non era più la stessa. 

E lo fa con tutte le armi del cinema e dell’immagine, dall’uso sapiente dei colori, che accompagnano il percorso di Cassie facendo da contrappunto alle sue azioni e stati d’animo, dall’amore, alla rabbia, alla cieca vendetta. L’oscillazione tra i colori pastello delle scene in cui Cassie veste il ruolo della figlia e della fidanzata perfetta, stride fortemente con le tinte forti dei momenti in cui mette in atto la sua vendetta, ma è proprio su questo contrasto perturbante che genera l’orrore inaspettato e la violenza là dove ci si aspettava la benevolenza.

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