Kevin Costner è volato a Roma per presentare alla stampa “Criminal”, l’action-thriller di Ariel Vromen che lo vede protagonista nei panni di Jerico, un feroce criminale in cui viene impiantata la memoria dell’agente della CIA Bill Pope, rimasto ucciso in una missione top-secret. Pope ha portato con sé nella tomba segreti fondamentali per salvare il mondo da un attacco terroristico imminente, quindi il compito di Jerico è mettersi sulle tracce dei suoi assassini ed eliminarli prima che scatenino una guerra, ma l’incontro con la bellissima vedova dell’agente trasforma la missione nella scoperta di un mondo interiore a lui sconosciuto.

“Il motivo per cui faccio film è che desidero lasciare nel mondo un ricordo di me che duri per sempre – ha esordito Kevin Costner – I film sono parte integrante della nostra vita, ci hanno commosso, turbato e persino insegnato a baciare, e noi li porteremo con noi per sempre”. Ma non sarebbe più semplice congelare i nostri ricordi, come avviene nel film, e trasmetterli a un’altra persona per continuare a vivere attraverso di questa?  “Credo che la scienza sia la nostra migliore chance – afferma Costner – e che vada sfruttata al massimo. Non vorrei mai che i miei genitori si dimenticassero di me o che io un giorno non potessi ricordare i miei figli, quindi non metto limiti alla scienza. Non vorrei dimenticare nulla della mia vita. La sera quando ci mettiamo a letto i nostri ricordi ci fanno da cuscino e sono questi a renderci ciò che siamo”.  E se la scienza potesse cancellare i brutti ricordi? “Nella mia vita, come in quella di ognuno di noi, ci sono cose che vorrei dimenticare, ma i miei errori così come i miei successi fanno di me ciò che sono. Per questo voglio ricordare per sempre i miei errori, così non posso ripeterli”.

Anche il regista Ariel Vromen, presente all’incontro insieme al protagonista, si è dichiarato affascinato dal trasferimento dei ricordi da un individuo all’altro e dalla possibilità di acquisire i ricordi di qualcun altro. “Sono in corso molte ricerche per cancellare i brutti ricordi o trasferire la memoria umana negli animali, e si è scoperto che i primi ricordi ad essere trasferiti sono quelli emotivi vengono trasferiti i ricordi emotivi. Per questo mi è sembrato interessante fare questo esperimento su un personaggio come Jerico, che non ha mai provato amore, pietà, o empatia per nessuno. La sua graduale scoperta dei sentimenti è ciò che rende questo film qualcosa che va al di là delle esplosioni da brivido e delle scene d’azione intense ed eccitanti”.

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Una vita senza emozioni dunque non avrebbe senso. Ma se fosse possibile trasferire i pensieri, i ricordi, e la memoria di chiunque nel proprio Cervello, chi sceglierebbe di essere Kevin Costner? “Vorrei sapere cosa pensa mia moglie, perché a volte faccio fatica a capire cosa le passa per la testa. A parte gli scherzi, credo che la mia vita sia imperfetta come la vostra, se non di più, ma io ho scelto di viverla così com’è. Quando si ama qualcuno si corre un grande rischio, mentre chi non ama non corre rischi e vive una vita più semplice. Ciò nonostante scegliamo di correre questo rischio perché sappiamo che un giorno perderemo la persona che amiamo e vogliamo tenerla accanto a noi il più a lungo possibile. Chi non ama soffre meno, non subisce perdite, ma io preferisco amare”.

Vromen invece ha risposto: “Io invece se dovessi scegliere di avere i ricordi di qualcuno sceglierei Fellini, e non solo perché amo moltissimo il suo cinema, ma perché io non ho una moglie. Mentre se avessi il potere di entrare nella mente di qualcuno e cambiarla, sceglierei quella dei terroristi che minacciano ogni giorno le nostre vite. Non ha caso ho scelto di affrontare il tema del cyber terrorismo nel mio film, che non è affatto fantascienza, ma un pericolo reale. Per questo credo che l’unico modo per cambiare la situazione sia inserire dei bei ricordi nella mente di queste persone e cambiarne la coscienza, così come abbiamo fatto con Jerico”. “Sono molto arrabbiato per la situazione in cui stiamo vivendo” – ha commentato Costner – siamo tutti confusi e continuiamo a creare confusione. Mi sembra di sentire Marvin Gaye che durante la guerra del Vietnam cantava “What’s going on?”. Allora, cosa sta succedendo? A quanto pare non abbiamo fatto progressi da allora, ed è nostro compito fare tutto ciò che è in nostro potere per cambiare la situazione.

Autore Valeria Brucoli