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The invitation, di Karyn Kusama in DVD

Essere invitati ad una cena a casa della ex moglie e del suo nuovo compagno, in presenza di vecchi amici, che non vedi da almeno due anni, non è mai il massimo, anzi, spesso può diventare qualcosa di disturbante. Karyn Kusama parte proprio da questo presupposto nella sua nuova opera, The invitation, che ha trionfato al Sitges e ad altri prestigiosi festival di genere. Il film si concentra sulla profonda caratterizzazione dei personaggi, che riescono a catturare magneticamente l’attenzione dello spettatore a tal punto che, immerso in un’atmosfera ambigua e perturbante, vive con il protagonista un climax di tensione quasi tangibile.

«Benvenuti a questa specie di “riunione” o di festa. Voi siete tutti molto speciali per Eden, il che vuol dire che lo siete anche per me. Ci siete mancati tanto e vi vogliamo bene. La vita è per tutti una sorta di viaggio ed è importante fare questo viaggio con le persone che si amano. Per questo siamo veramente contenti di avervi qui. Sappiate che ho riaperto questa casa per dare a noi un nuovo inizio. Quindi, alziamo questi bicchieri di vino assurdamente costoso per un NUOVO INIZIO!».

Will [Logan Marshall-Green] accetta l’invito a cena della sua ex moglie, Eden [Tammy Blanchard], e del suo attuale compagno David [Michiel Huisman]. Dovrebbe essere una serata normale, nonostante sia stata la perdita del loro unico figlio a fargli inesorabilmente lasciare. Potrebbe essere un’ottima occasione per rivedere pure alcuni amici e far conoscere loro la sua attuale fidanzata, Kira [Emayatzy Corinealdi]. Ma col passare del tempo, tutta la curiosità dei commensali si concentra sull’adesione dei padroni di casa ad una setta misteriosa che ha sede in Messico e Will diventa paranoico, un corpo estraneo che ostacola chi vuole mandare avanti la festa fino alla fine. Il fatto è che non riesce a togliersi dalla testa che i padroni di casa si comportino in maniera strana ed inizia ad avere dei sospetti che c’entrino qualcosa i precetti della setta e i due adepti [Lindsay Burdge e John Carroll Lynch] che si uniscono alla “festa”.

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Mentre lo spazio si comprime, la sensazione che qualcosa si nasconda dietro i sorrisi e i gesti gentili, nelle azioni apparentemente normali di chiudere a chiave la porta di casa o piazzare una lanterna rossa in giardino e nei precetti della setta di cui i due ospitanti fanno parte insieme ai due “intrusi” fra i commensali. Will ha un sesto senso, magari dono del coyote trattato con pietà? O la sua è una paranoia causata dal mancato superamento del lutto? Come la morte inaspettata del figlio ha spinto Eden verso quella strana congregazione che mescola stoicismo ed epicureismo verso la catarsi dal dolore attraverso un’eutanasia dei sentimenti forti, forse anche lui ne ha subito le conseguenze e la sua percezione della realtà ne risulta alterata? Ma se avesse ragione il paranoico Will, tutti gli invitati sarebbero in pericolo…

Attraverso gli occhi di Will, lo spettatore, complice anche la musica minimalista di Theodore Shapiro [Lo stagista inaspettato, Zoolander 2, Ghostbusters], viene portato passo dopo passo all’interno di una spirale di ansia, suspense, sospetti, ossessioni e rivelazioni che non lo prepareranno mai al twist finale: quello che è stato portato avanti come il lento ticchettìo di una bomba ad orologeria deflagra improvvisamente in una violenta carneficina, che dirotta il film dal thriller psicologico al bloody horror.

«Rammentate il premio».

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Interessante ai fini della comprensione del film e foriero di importanti riflessioni a posteriori è l’incipit: l’atto di pietà di Will nei confronti di un coyote agonizzante da lui stesso investito accidentalmente mentre la coppia era in viaggio in direzione della festa. L’importanza della sequenza risiede nel fatto che si tratta dell’unica scena ambientata in location esterna, completamente diversa anche dal giardino circostante la villa lussuosa di Hollywood Hills dove si svolge la festa e che garantisce un’abbondante varietà di fondali per l’impianto scenico di Karyn Kusama, che si fa via via sempre più claustrofobico.

Il gesto di violenza attraverso il quale Will toglie ore di sofferenza al povero animale ha il suo parallelo nel video che Eden e David mostrano orgogliosi agli ospiti: un guru predica la liberazione dal dolore, dalle sofferenze, dai sensi di colpa e assiste una donna sul letto di morte che sembra aver deciso per sé una eutanasia che diventa esempio di catarsi estrema per ogni adepto presente in loco e dall’altra parte dello schermo. È forse questo il fine ultimo della cena tra amici? O semplicemente un liberarsi da ogni peso che danneggia l’anima senza arrivare a gesti tanto estremi?

L’interazione degli attori e i dialoghi sono una forza centrifuga che disorienta lo spettatore, mentre l’atteggiamento indagatorio e sospettoso di Will lo incuriosisce, contrastando la forza dominante con una forza centripeta sotterranea che opera dietro la superficie che può essere di apparenza e inganno. Tutti i nodi verranno al pettine nel finale tragico e nell’epilogo dai risvolti apocalittici. Una delle scene finali è un ulteriore parallelo con il video dell’eutanasia e l’uccisione del coyote nell’incipit e chiuderebbe il film dandogli una struttura perfettamente ad anello se non fosse per il risultato finale e per le scelte dei protagonisti che, probabilmente hanno imparato delle lezioni “vitali”.

«Stasera è la notte in cui la nostra fede si concretizza».

 

IL DVD

REGIA: Karyn Kusama INTERPRETI: Logan Marshall-Green, Tammy Blanchard, Michiel Huisman, Emayatzy Corinealdi, Lindsay Burdge, Mike Doyle, Jay Larson, John Carroll Lynch, Michelle Krusiec, Jordi Vilasuso, Marieh Delfino TITOLO ORIGINALE: The invitation  GENERE: horror DURATA: 96′ ORIGINE: USA, 2015 LINGUE: Italiano 5.1 Dolby digital, Italiano 5.1 DTS, Inglese 5.1 Dolby digital SOTTOTITOLI: Italiano EXTRA: Speciale “Dietro le quinte” (9’30”) – Trailer  italiano – Credits DISTRIBUZIONE: Koch Media COLLANA: Midnight Factory

“Midnight Factory è una nuova collana di classici contemporanei di cinema horror, thriller e fantasy mondiale. La serie si propone di portare in Italia il meglio della produzione internazionale del genere: film inediti, indipendenti, dei grandi maestri, delle giovani promesse, classici del passato, pellicole bizzarre ed estreme, piccole chicche e sequel di successi conclamati che si mescoleranno insieme secondo il comune denominatore della qualità” [cfr. booklet interno].

Nel caso di The invitation, è chiaro che ci troviamo di fronte ad un film che ha in sé un nucleo concettuale che richiama quella filosofia estrema che è alla base della saga di The Purge – La notte del giudizio e che è stata sfruttata a piene mani anche dalla serie tv The Following, con sette che forniscono risposte a domande irrisolte di individui alienati e spersonalizzati, che diventano una spada di Damocle che grava sul destino di chi non è del loro stesso credo. Un credo che si scontra con quella che è invece la riflessione più recente dell’uomo postmoderno che abbraccia e non rifugge la tristezza, in quanto sentimento fondamentale per la crescita di una personalità adulta ben formata e autonoma, come ben teorizza il capolavoro d’animazione della Pixar Inside out.

Quella scelta per The Invitation é un’edizione DVD di prestigio con packaging versione slip case, ovvero una classica custodia amaray all’interno di un involucro di cartone con apertura laterale. Disco unico, audio multicanale, sia in DTS sia in Dolby Digital, in italiano e inglese e formato video di dimensioni cinematografiche (2.35:1) nonostante sia stato distribuito direttamente per il mercato homevideo. Contenuti extra poco nutriti ma ben studiati in modo da concentrare l’attenzione tutta sulla tensione narrativa.

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Karyn Kusama, regista del poco convincente blockbuster Jennifer’s body, ma anche di un’interessante pellicola autoriale come Girlfight e della surreale trasposizione cinematografica dell’universo distopico di Aeon flux, premiati dai festival e apprezzati dal pubblico. Dopo aver, però, privilegiato personaggi femminili, e aver diretto anche alcuni episodi di The L World, torna alla ribalta con un protagonista maschile che dirige con estrema efficacia, nonostante, di base, non si tratti di un attore che infiamma le platee [Prometheus, Devil, Brooklyn’s finest]. Potrebbe trattarsi di una circostanza isolata, comunque, e non di un cambio di percorso stilistico, dato che prossimamente avremo modo di gustare il suo personale contributo alla rediviva moda dell’antologia horror che, dopo successi come Trick’r’treat, Holidays e Tales of Halloween, ne ha in serbo una tutta al femminile intitolata XX (data di uscita prevista per il 17 febbraio 2017).

The Last Witch Hunter, di Breck Eisner in DVD

The last witch hunter è un action fantasy che basa tutto sulla presenza scenica del protagonista e sull’uso particolarmente insistito della computer grafica. Ambientato in un presente distopico in cui umani e streghe condividono lo stesso mondo, il film di Breck Eisner mescola un po’ di atmosfere ed elementi da indagatori dell’incubo come Dylan Dog (fumetto, non film, s’intende!), Hellblazer/Constantine con la malinconica solitudine di Highlander, destinato a combattere e a non legarsi mai sentimentalmente ai mortali. Le ambizioni rimangono ben al di sopra del risultato ottenuto, sotto ogni aspetto.

«Le streghe vivono nascoste tra noi. La loro magia ha radici antiche. È ormai indebolita, quasi dimenticata ma pericolosamente potente. Dopo secoli di conflitti fu stabilita una tregua. Alle streghe fu concesso di vivere ed autogovernarsi ma c’era una regola da rispettare: che la magia non fosse mai usata contro gli umani. Ma “tregua” è una parola fragile. Alcune streghe bramano il ritorno ai tempi remoti, ai giorni bui della Strega Regina. Sono loro che Kaulder deve fermare. Da 800 anni egli serve l’Ordine dell’Ascia e della Croce. Insieme continuiamo a vigilare e a mantenere la pace».

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Kaulder [Vin Diesel] è un guerriero immortale che ha il compito di difendere il mondo dal Male. Per 800 anni ha imprigionato chiunque praticasse arti magiche oltre il consentito, ma qualcosa gli è stato taciuto riguardo il giorno in cui ha ucciso la Strega Regina ed è stato punito da lei con l’immortalità. Qualcuno trama nell’ombra per liberare il mondo dalla presenza umana e tornare ad un ancestrale società in cui è la religione naturale a governare tutto, la wicca, da cui deriva la parola “witch” e alla quale il regista allude solo vagamente durante l’intervista nei contenuti extra del DVD.

IL DVD

REGIA: Breck Eisner INTERPRETI: Vin Diesel, Rose Leslie, Elijah Wood, Julie Engelbrecht, Michael Caine TITOLO ORIGINALE: The last witch hunter GENERE: action fantasy DURATA: 102′ ORIGINE: USA, 2015 LINGUE: Italiano 5.1 DTS, Italiano 5.1 Dolby Digital, Inglese 5.1 Dolby Digital SOTTOTITOLI: Italiano EXTRA: Trailer – Interviste – Backstage – Credits DISTRIBUZIONE: Koch Media

Tra illusioni, sortilegi e incantesimi la trama di The last witch hunter si dipana senza grandi sorprese e senza spingere sul genere horror che molti elementi sembrano richiamare a gran voce. Il film di Breck Eisner, secondogenito di un ex dirigente Disney, promette ma non mantiene, manca di cattiveria ed è debole nel fornire al pubblico qualcosa per cui temere il nemico, forse uno dei meno temibili della storia del cinema, e un motivo per dubitare della salvezza dell’umanità.

«Ci sono ombre del Male dovunque».

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Un Male rappresentato da un albero, dimora della Regina e latore della Morte Nera. Eppure l’albero, il più delle volte, è un elemento positivo, rappresentazione fisica della vita piuttosto che della morte, per quel suo essere unione degli elementi naturali: affonda le radici nella terra, dove si nutre di acqua, rilasciando ossigeno nell’aria e fornendo legna per il fuoco.

Notare lo studio che è stato effettuato alla base della sceneggiatura non fa che alimentare il rammarico per un’occasione buttata. The last witch hunter poteva ambire ad essere qualcosa di più interessante, di più sostanzioso, giocando sul mistero che ruota intorno alle origini della civiltà e delle religioni. Un’analisi più approfondita, infatti, rivela nel nome scelto per il protagonista, Kaulder – evidente storpiatura di “cauldron” – un richiamo al calderone magico, simbolo dell’entrata al mondo sotterraneo, elemento culturale ricorrente nelle popolazioni protoindoeuropee e filo conduttore di molte ricerche archeologiche attuali (cfr. il calderone di Gundestrup), nonché origine di leggende come quella del Graal o della pentola piena d’oro ai piedi dell’arcobaleno.

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Alla fine di tutto, extra compresi, il sapore che rimane è quello dello spreco di tempo. Carina, a proposito di tempo, l’idea di fornire all’immortale Kaulder l’hobby di collezionare orologi antichi.

Consigliamo agli spettatori la versione in lingua originale per apprezzare al meglio la voce cavernosa di Vin Diesel e per ovviare ad un banale errore dei traduttori e/o doppiatori che non si sono adeguatamente informati che la magia legata agli elementi naturali si chiama “elementale” [elemental magic] e non “elementare” come si sente nella versione italiana.

«La magia elementale è neutra. Alla radice non è né buona né malvagia. Questa è magia nera! Oltre il Male!».

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Rock the Kasbah, di Barry Levinson in DVD

Rock the Kasbah, di Barry Levinson, è una commedia dai toni leggeri, politically correct, forse anche troppo, che si regge su un Bill Murray particolarmente in vena.

«Il tuo lavoro è dire cazzate!».

Richie Lanz [Bill Murray], talent scout squattrinato e truffatore senza scrupoli per necessità economiche, tenta un improbabile tour in Afghanistan per le truppe americane con la sua ultima speranza, la ormai non più giovane promessa, mai mantenuta, Ronnie, interpretata da Zooey Deschanel [Sua maestà, Guida galattica per autostoppisti]. Abbandonato dalla ragazza, senza soldi e passaporto, a pochissime ore dall’arrivo a Kabul, Richie dovrà trovare un modo per andarsene prima di rimetterci la pelle oppure trovare una ragione per restare e magari rischiare la vita per cambiare il mondo. L’occasione si presenta per una serie di bizzarre coincidenze: Salima [Leem Lubany], figlia del capo di un villaggio pashtun, ha una stupenda voce ed il suo sogno è poter partecipare ad “Afghan Star”, un talent show per cantanti simile ad “American Idol”. Aiutarla significherebbe sfidare apertamente l’intransigente cultura locale ed il rischio va ben oltre la sfera economica e il «sacro rapporto manager-cantante»!

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«Dal momento in cui mi hai sentito cantare e mi hai trovata in quella grotta, da quando siamo qui su questa Terra, tutta la nostra esistenza ci ha condotti a questo tempo in questo posto! Richie Lanz, la nostra storia è già stata scritta! E ora dobbiamo fare la nostra parte. Dobbiamo! Non c’è altra scelta! È Dio che lo vuole».

Ad aiutare Richie o a sfruttare la sua situazione a proprio vantaggio la bellissima prostituta Merci [Kate Hudson], il mercenario Bombay Brian [Bruce Willis], il tassista-interprete Riza [Arian Moayed] e due spassosi trafficanti d’armi, Jake e Nick, interpretati rispettivamente da Scott Caan [figlio di James Caan e membro fisso del team di Danny Ocean fin da Ocean’s eleven] e Danny McBride [protagonista di commedie come Sua maestà, Strafumati, Facciamola finita].

IL DVD

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REGIA: Barry Levinson INTERPRETI: Bill Murray, Kate Hudson, Zooey Deschanel, Leem Lubany, Danny McBride, Scott Caan, Kelly Lynch, Bruce Willis TITOLO ORIGINALE: Rock the kasbah GENERE: commedia DURATA: 103′ ORIGINE: USA, 2015 LINGUE: Italiano 5.1 DTS, Italiano 5.1 Dolby Digital, Inglese 5.1 Dolby Digital SOTTOTITOLI: Italiano EXTRA: clip “L’uomo e la musica”; trailer; credits DISTRIBUZIONE: Koch Media

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Liberamente ispirato alla vera storia di Setara Hussainzada, la prima donna a competere nel popolare programma trasmesso dalla TV nazionale afghana, andando contro gli antiquati precetti della cultura islamica fondamentalista, Rock the Kasbah, di Barry Levinson, è risultato uno dei peggiori flop del 2015. Probabilmente perché manca d’intensità emotiva e di coraggio, quando deve calcare la mano sul messaggio che il film, giocoforza, veicola, e perché non risulta frizzante dal punto di vista tecnico: la sceneggiatura, un po’ sempliciotta, di Mitch Glazer [che ritrova Bill Murray dal 1998 di S.O.S. Fantasmi, ma non la verve] non lascia spazio a chissà quali sorprese; la fotografia del pluripremiato Sean Bobbitt, che ha reso visivamente spettacolari i capolavori 12 anni schiavo, Shame e Hunger di Steve McQueen, eseguita in Afghanistan e Marocco, con una ARRI Alexa XT Plus, viene sprecata da un montaggio poco dinamico, che non procede di pari passo con l’effervescenza degli attori e delle situazioni filmiche, infarcite peraltro di battute metamusicali: «It’s only rock’n’roll!» mentre manager e cantante sono sull’aereo o il «Welcome to the jungle!» che i due trafficanti danno a Richie dopo essere scampati ad una sparatoria.

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Ineccepibile tutto il cast artistico che vede le attrici Zooey Deschanel e Leem Lubany sfoggiare davvero le loro doti canore per l’occasione: mentre l’attrice americana canta Bitch, successo di Meredith Brooks, la protagonista si esibisce ad “Afghan Star” cantando alcuni brani, Wild world, Trouble e Peace train, di Yusuf Islam, famoso per tanto tempo con il nome d’arte Cat Stevens. Una scelta azzeccatissima per una donna dalla testa dura, Hard headed woman, come direbbe il cantautore britannico convertitosi all’Islam.

Anche Bill Murray ci regala due performance canore: una classica, Can’t find my way home dei Blind Faith, sotto la doccia, e un’altra da applausi a scena aperta, quantomeno per la faccia tosta, che nella sua lunga carriera non ha mai perso e che gli ha permesso di imbracciare un rabab, strumento musicale afghano simile al liuto, accennando la melodia di Smoke on the water dei Deep purple, agitandosi e gracchiando in mezzo ai pashtun. Questa esibizione e la magnifica presenza scenica di Kate Hudson valgono alla grande il prezzo del biglietto, e del DVD o Blu Ray!

«Che ci fa uno splendore come te con un fesso come me?».

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Il titolo del film è un riferimento all’omonima canzone del gruppo punk The Clash, che racconta una sorta di fiaba riguardo un re che vieta la musica rock, tanto da meritarsi la rivolta della popolazione. Il gruppo la scrisse influenzato dal divieto in Iran, nel 1979, di proporre al pubblico musica occidentale. Peccato che, però, Joe Strummer abbia negato ai realizzatori i diritti di utilizzarla nella colonna sonora, forse condizionato da un episodio altamente sgradevole del 1991: sul lato di una bomba americana fatta esplodere in Iraq era stato scritto proprio Rock the Kasbah.

Sarebbe stato bello un approfondimento sulla colonna sonora e sulla storia vera di Setara Hussainzada. Invece, i contenuti extra del DVD Koch Media non brillano per originalità e nemmeno per quantità: con gli “immancabili” credits e un trailer, troviamo una divertente clip, intitolata “L’uomo e la musica”, in cui si ricostruisce una falsa biografia del manager Richie Lanz, che vanta di aver scoperto Madonna [e la nomina proprio in Afghanistan!], tramite fotomontaggi e false dichiarazioni di illustri cantanti d’altri tempi, mescolate con qualche scena tratta dal film.

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Rusty il selvaggio, di Francis Ford Coppola in DVD

Rusty il selvaggio [Rumble Fish], diretto, sceneggiato e prodotto nel 1983 da Francis Ford Coppola, è basato sull’omonimo romanzo per ragazzi di Susan Eloise Hinton, che ha contribuito a questa sceneggiatura che se, oggi, all’apparenza, risulta ingenua, trova la sua grandezza nelle potenzialmente infinite riflessioni filosofico-sociali che scatena ad ogni visione. Un piccolo capolavoro della storia del cinema che non può mancare nella collezione di qualsiasi cinefilo.

«Anche le società più primitive hanno un innato rispetto per gli alienati».

Rusty James [Matt Dillon] vive una vita che non è la sua. Schiavo del desiderio di emulare il fratello [Mickey Rourke], il ragazzo, ancora teenager, è il capo di una poco temibile gang in un’anonima cittadina industriale in degrado, un non-luogo che assume per antonomasia i connotati di un qualsiasi posto in qualsiasi tempo, nel palese intento di fornire all’intera vicenda valori di universalità, come fosse una parabola esemplare. Nel ricordo del fratello, nel continuo confronto a distanza, tra piccoli reati, ingenui atteggiamenti da bad boy e lotte per la supremazia territoriale, il tempo scorre inesorabile senza che per Rusty James si compia una svolta degna di nota.

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Per questo motivo gli orologi campeggiano in ogni scena del film e anche la colonna sonora è contaminata da ticchettii, battiti cardiaci e altri suoni elaborati in modo da scandire bene il tempo che passa ed il destino che incombe. Un’atmosfera surreale che sfrutta moltissimi elementi del registro espressionistico, dal bianco e nero fortemente contrastato alle ombre aggiunte in post-produzione, dalla presenza di oggetti fuori dal contesto ordinario, come la nebbia prevaricante, o fuori dimensione, come il famoso orologio senza lancette, per comunicare allo spettatore uno stato d’animo di angoscia e preoccupazione per la sorte dei personaggi, intrappolati in un loop molto simile a quello che vivono gli animali del pet shop, soprattutto i pesci combattenti del titolo originale [Rumble fish], unico elemento sempre a colori in un film significativamente in bianco e nero.

Lo straniamento visivo va di pari passo con l’alienazione vissuta dai personaggi, soprattutto dal personaggio interpretato da Mickey Rourke, che è diventato da tempo daltonico e che, quindi, coincide, anche se non perfettamente, con il punto di vista della macchina da presa e, di conseguenza, con quello dello spettatore: «Mi dispiace un po’ non vedere i colori».

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I dialoghi amletici fanno da collante alle vicende e la struttura di matrice shakespeariana è confermata dal masque finale, una figura retorica del cinema mutuata dal teatro elisabettiano che permette di inquadrare tutti i personaggi principali nello stesso long take su carrello. Un virtuosismo tecnico-poetico spesso utilizzato da autori come Peter Greenaway o Wes Anderson, ma che raramente troviamo in Francis Ford Coppola e nella corrente della Nuova Hollywood, di cui il regista ha fatto parte e nella quale va annoverato Rusty il selvaggio. Non per niente Coppola lo considera uno dei 5 propri film che gli sono più cari, probabilmente è uno dei più sentiti, dedicato al fratello August «il suo primo insegnante».

Emblematico, poi, il fatto che Rusty James venga chiamato per nome almeno 50 volte, cioè approssimativamente ogni due minuti, mentre non è mai pronunciato il nome del fantomatico fratello, il messia che tutti aspettano torni dal suo lungo viaggio e che, invece, ha maturato, nel suo percorso lontano da quell’angusta cittadina, un profondo senso critico che lo rende un corpo estraneo, in bilico tra il genio e la pazzia. Ma qual è, allora, il senso del suo ritorno? Deve riprendersi il suo regno, come predetto dalle scritte sui muri: “the motorcycle boy reigns”? Deve portare la “luce” all’uomo della caverna?

Il poliziotto che lo detesta e lo vorrebbe di nuovo lontano, mette in guardia Rusty James dicendo: «Voi lo credete qualcosa che lui non è: non è un eroe!». O forse sì, ma non secondo gli stereotipi: forse è l’outsider che ha allargato i suoi orizzonti e che si sente in dovere di liberare il fratello minore dalla prigionia di un codice comportamentale che si è autoimposto per compiacerlo ed imitarlo, per scrollargli di dosso quel destino che, tragico, sembra aspettarlo dietro ogni angolo di strada, per innalzarlo finalmente ad un livello pari o superiore al suo, dando l’esempio giusto che nessuno gli ha dato.

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Il gesto di liberare gli animali dalle gabbie e soprattutto i pesci combattenti dall’acquario assume un significato allegorico che stimola ulteriori riflessioni anche dal punto di vista tecnico.

Le inquadrature, per tutto il film, rimarcano la limitatezza umana: i personaggi sono spesso inquadrati dall’alto a comunicare un continuo senso di inferiorità e in Rusty questo si traduce nella continua sconfitta di fronte a “Quello con la moto” [“Motorcycle Boy”, nella versione originale], come tutti in città chiamano il fratello, nonostante da tempo abbia fatto perdere le sue tracce, in sella alla sua moto. Il tempo e l’assenza hanno alimentato le leggende intorno al personaggio: «Una specie di re in esilio. Accidenti! Gli riesce tutto!», nonostante la sua riluttanza – «Sono un po’ stufo di fare il Robin Hood o il pifferaio magico. Preferisco restare un’attrazione locale, se sei d’accordo…»

I personaggi sono ignari di essere fuori dal contesto e l’unico che se ne accorge, “quello della moto” passa per matto, ma ha il compito ultimo di mettere in guardia Rusty James circa il suo destino: «Ehi, su con la vita! Le bande torneranno. Basterà che sparisca la roba. Sai, La gente ricomincerà a socializzare. Le vedrai ritornare le bande… Se vivrai abbastanza!». Quello che si evince dai discorsi filosofici del carismatico fratello maggiore è che si vinca o si perda, in quella gabbia in cui vivono, il sapore che si sente tra i denti, mescolato al sangue e al sudore, è quello amaro della “vittoria di Pirro”, imprigionati come sono in un’impasse simile a quello dei pesci combattenti, oggetti d’intrattenimento senza alcuna libertà d’azione, ingranaggi di un orologio che segna solo il tempo che passa.

«Appartengono al fiume. Non combatterebbero se fossero nel fiume. Se avessero spazio»

Le inquadrature dal basso, utilizzate per attribuire importanza al soggetto, sono pochissime e sono compatibili, infatti, proprio con i tentativi di fare qualcosa per uscire dallo status quo. Anche gli elementi espressionisti decontestualizzati, ma non certo fuori posto, contribuiscono a comunicare evasione: l’angoscioso pensiero, il delirio della febbre, il viaggio astrale sono occasioni per utilizzare distorsioni sonore e visive, contrasti più forti, architetture e ombre incombenti, nebbie inverosimili, inquadrature fuori bolla, time lapse, sovrimpressioni e dissolvenze incrociate multiple, sono tutti elementi che spesso sconfinano anche nella realtà filmica, che assume, quindi, i connotati di una pseudo-realtà che si rivela costruita fin da subito su di un castello di carte, su illusioni inconcludenti che hanno il cluster più evidente nella prigionia autoinflitta di Rusty James.

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L’unica svolta possibile è uscire prepotentemente dalla gabbia, liberarsi delle zavorre che non permettono di spiccare il volo, compiere un viaggio che possa aprire gli orizzonti, un viaggio in moto, in solitaria, come lo ha fatto “quello della moto”.

L’esortazione «Voglio che tu segua il fiume fino all’oceano» segna la svolta nella vita dei due protagonisti e l’emancipazione definitiva del piccolo pesce da combattimento che prende finalmente il posto del fratello in sella alla moto e parte verso un nuovo destino, stavolta reale e di prospettiva, frutto del crepuscolo del mito, dalla morte di ogni leggenda.

Nell’ultima inquadratura, i gabbiani volano liberi intorno a Rusty James, che osserva l’oceano, sconfinato come il cielo, mentre tutta sembra comunicare libertà.

IL DVD

REGIA: Francis Ford Coppola INTERPRETI: Matt Dillon, Mickey Rourke, Vincent Spano, Diane Lane, Diana Scarwid, Nicolas Cage, Dennis Hopper, Tom Waits, Lawrence “Larry” Fishbourne, Chris “Christopher” Penn  TITOLO ORIGINALE: Rumble fish GENERE: drammatico DURATA: 90′ ORIGINE: USA, 1983 LINGUE: Italiano 5.1, Italiano 2.0, Inglese 5.1 SOTTOTITOLI: Italiano EXTRA: Making of – Clip musicale “Don’t box me in” – “The percussion bassed score” – Scene tagliate DISTRIBUZIONE: CG Entertainment

Pubblicato da CG Entertainment, Rusty il selvaggio è disponibile in dvd e blu ray, corredato da una nutrita sezione extra composta dalla sequenza di scene tagliate, dall’interessante Making of corredato di storyboard, in cui spicca il dietro le quinte del viaggio astrale di Rusty James mentre è esanime dopo una rissa, e da un ancora più suggestivo The percussion bassed score, che approfondisce la realizzazione della colonna sonora a cura di Stewart Copeland [Wall Street, Talk Radio], ex-batterista dei Police, scioltisi proprio l’anno precedente al film.

Molto istruttivo ascoltare come, in tempi lontanissimi dalle odierne tecniche digitali, si dovevano creare artigianalmente i temi musicali che, per questo film surreale, basato sul circolo vizioso e sulle prigioni mentali, non potevano che essere replicati in un loop.

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Dio esiste e vive a Bruxelles, di Jaco van Dormael in DVD

“Dio [Benoît Poelvoorde] esiste e vive a Bruxelles. Appartamento tre camere con cucina e lavanderia, senza una porta di entrata e di uscita. Non è facile essere la figlia di Dio. Ea [Pili Groyne], 11 anni, lo sa bene: suo padre è odioso e antipatico e passa le giornate a rendere miserabile l’esistenza degli uomini.
Come risolvere questa situazione?
Dopo l’ennesimo litigio, Ea scende tra gli uomini per scrivere in nuovo Nuovo Testamento che ci permetta di cercare la nostra felicità. Prima di andarsene, però, usa il computer del padre per liberarci dalla più grande delle nostre paure inviando a ciascun essere umano un sms con la data della propria morte.” [cfr. retro di copertina]

Al link trovate la recensione completa di Dio esiste e vive a Bruxelles

IL DVD

REGIA: Jaco van Dormael INTERPRETI: Benoît Poelvoorde, Pili Groyne, Catherine Deneuve, François Damiens, Yolande Moreau, Laura Verlinden, Serge Larivière, Didier De Neck, Marco Lorenzini, Romain Gelin, Anna Tenta, Johan Heldenbergh, David Murgia, Gaspard Pauwels, Bilal Aya TITOLO ORIGINALE: Le tout nouveau testament GENERE: commedia DURATA: 111′ ORIGINE: Belgio, Francia, Lussemburgo, 2015 LINGUE: Italiano 5.1 DTS, Italiano 5.1 Dolby Digital, Francese 5.1 Dolby Digital SOTTOTITOLI: Italiano EXTRA: Il doppiaggio – Frankie hi-nrg mc, Il tour promozionale – Bologna e Roma DISTRIBUZIONE: Koch Media

I contenuti extra, gentilmente offerti da Erma Production e Visual Lab, sono frizzanti contributi video riguardanti l’avventura di Frankie hi-nrg mc come doppiatore di Gesù, l’accoglienza rivolta al film e al cast nelle anteprime di Roma e Bologna e le interviste a Serge Larivière e Didier De Neck, a Laura Verlinden e Pili Groyne, a Benoît Poelvoorde e a Jaco van Dormael, in modo da approfondire le tematiche del film e continuare a riflettere e divertirsi contemporaneamente. Mancano in questa versione un making of di molte scene rocambolesche o quantomeno bizzarre e un approfondimento sulla musica, protagonista del film quanto i personaggi stessi. Con questi ulteriori extra sarebbe stato un prodotto perfetto. Comunque, l’importante è che lo sia il film, e il film lo è nettamente.

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Knock Knock, di Eli Roth in DVD

Il regista di Cabin fever e Hostel “ha dichiarato in più di un’occasione che Knock Knock può essere interpretato come un film speculare e in qualche modo complementare rispetto a The green inferno, che gli è antecedente di due anni. Dopo aver esplorato le giungle equatoriali puntando su grandi spazi che ingoiano i protagonisti nel gorgo di una Natura tanto maestosa quanto indifferente e aliena, Eli Roth contrae violentemente il luogo dell’azione di Knock Knock nel lussuoso perimetro di una villa stile Beverly Hills” [cfr. booklet interno].

«Una notte può costarti tutto».

Evan Webber [Keanu Reeves], è un architetto di successo che ha tutto quello che ha sempre sognato: una moglie bellissima, due figli amorevoli, una sfarzosa villa che lui stesso ha progettato. Da solo in casa per il weekend con davanti la tentazione che si trova in cima alla lista dei sogni erotici maschili: il sesso con due ragazze, Bel [Ana De Armas] e Genesis [Lorenza Izzo, moglie del regista], che in una notte di pioggia battente gli bussano alla porta in cerca di riparo. Significativa, a proposito di sogni, la correlazione tra la scritta sullo specchio “It was not a dream!” e la scritta “It was all a dream”sulla maglia di Genesis, a creare un forte contrasto tra la percezione di realtà e finzione.

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Il disordine, il dionisiaco, entra in un attimo nella vita dell’uomo a portare un Male che divora l’ordine, l’apollineo, che ha sempre contraddistinto quella che potrebbe essere considerata la gabbia dorata dell’uomo di successo che ha finito con l’uccidere l’anima del DJ che sarebbe potuto essere se avesse seguito altri istinti. Dietro la tentazione erotica che le ragazze rappresentano si nasconde una nuova riflessione sulla solitudine umana e sull’incomunicabilità, temi riscontrabili anche nelle altre opere del regista. Come per The green inferno, Roth parte con il girare il remake di un film, in questo caso Death game, del 1977, conosciuto anche come The seducers, per poi distaccarsene e portare lo spettatore verso il suo particolare mondo, attraverso sentieri non battuti e variando in continuazione registro: atmosfera thriller con digressioni da commedia, per poi voltare pagina sul drammatico con elementi da torture, senza però il make up splatter e violento che caratterizza il resto della filmografia del filmmaker. La violenza delle aguzzine, inoltre, si concentra più che altro sugli oggetti, in particolar modo sulle fotografie di famiglia e sulle sculture astratte dal dubbio valore artistico che la moglie del protagonista crea e vende come arte. Menzogna è la famiglia nelle foto di un uomo che voleva essere altro. Menzogna sono le sculture se «l’arte non esiste», come scrivono le due ninfette punitrici di un Male che in realtà è nascosto nell’uomo stesso, celato nelle profondità oscure del suo animo che all’esterno risplende di falsità lunare.

«Alcune porte non dovrebbero mai essere aperte».

IL DVD

REGIA: Eli Roth INTERPRETI: Keanu Reeves, Ana De Armas, Lorenza Izzo, Ignacia Allamand, Aaron Burns, Colleen Camp TITOLO ORIGINALE: Knock Knock GENERE: thriller, crime, horror DURATA: 95′ ORIGINE: USA, 2014 LINGUE: Italiano 5.1 DTS, Italiano 5.1 Dolby Digital, Inglese 5.1 Dolby Digital SOTTOTITOLI: Italiano EXTRA: Speciale “L’arte della distruzione” – Scena alternativa e finale alternativo in lingua originale con e senza commento del regista – Interviste a: Keanu Reeves, Lorenza Izzo, Ana De Armas – Trailer italiano – Fotogallery (50’ circa) – Credits DISTRIBUZIONE: Koch Media COLLANA: Midnight Factory

Midnight Factory è una nuova collana di classici contemporanei di cinema horror, thriller e fantasy mondiale. La serie si propone di portare in Italia il meglio della produzione internazionale del genere: film inediti, indipendenti, dei grandi maestri, delle giovani promesse, classici del passato, pellicole bizzarre ed estreme, piccole chicche e sequel di successi conclamati che si mescoleranno insieme secondo il comune denominatore della qualità” [cfr. booklet interno].

Nel caso di Knock Knock, il film è stato presentato al Sundance Film Festival 2015 ed è stato selezionato da Midnight Factory, in quanto opera di un maestro di nuova generazione, per avere un’edizione DVD di prestigio con packaging versione slip case, ovvero una classica custodia amaray all’interno di un involucro di cartone con apertura laterale. Disco unico, audio multicanale, sia in DTS sia in Dolby Digital, in italiano e inglese, mentre il formato video è uno spettacolare anamorphic widescreen (2.40:1). Tra gli extra si dimostrano particolarmente interessanti l’ampia sequenza a episodi alternativa della distruzione “artistica” della casa e lo speciale “L’arte della distruzione” con la riflessione dello stesso Roth sul concetto di arte («è l’oggetto in sé ad essere artistico o è il valore attribuito all’oggetto che lo rende tale?») e sul giudizio discordante che le sue opere ottengono nel mondo: capolavori o torture porn? Al pubblico spetta l’ultima parola su questo thriller ironico e beffardo con due erinni seriali che sembrano le sorelle minori dei due candidi visitatori di Funny games. Mariti fedifraghi e padri-modello ipocriti, ecco l’Attrazione fatale della nuova generazione, meditate sulle vostre scelte!

Il film è vietato ai minori di 14 anni.

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One Chance – L’opera della mia vita in DVD

Paul Potts ha sempre amato cantare. Anche sua madre diceva che la sua voce era perfetta per l’opera e così cantava  a casa, a scuola, in chiesa, sull’autobus, ma non tutti amavano l’opera e di sicuro non sua la voce come l’amava sua madre. Il canto è il suo dono e la sua condanna. Per il canto veniva deriso e picchiato ogni giorno dai suoi coetanei, ma più lo picchiavano più lui cantava, più lui cantava più lo picchiavano e così via in una tragedia infinita piena di canto e violenza, che tanto gli ricordava l’opera che tanto amava.

Ma Paul non si è mai fatto scoraggiare dall’ostilità dei bulli della periferia gallese, lontani anni luce dall’universo musicale, né tanto meno dalle pressioni di suo padre, che ha speso tutta la vita a persuaderlo di lasciar perdere il canto per intraprendere un lavoro manuale, da vero uomo. Il suo cuore sapeva cosa voleva fare della sua vita, e lo sapeva anche la sua dolce fidanzata, che non ha mai smesso di credere in lui, sia quando il mondo gli urlava che non ce l’avrebbe mai fatta, sia quando quelle stesse persone passavano serate intere incollate a Britain’s Got Talent tifando per lui.

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La vita di Paul Potts ha visto alti e bassi, commedia e tragedia, e David Frankel ha saputo rappresentarla sul grande schermo con estrema grazia e lucidità, senza aggiungere troppi fronzoli alla realtà, già incantevole di per sè. Paul dalla periferia inglese è sbarcato a Venezia, si è esibito al cospetto di Pavarotti e della regina Elisabetta, e grazie al talent show Britain’s Got Talent è diventato un’icona mondiale, fino alla pubblicazione del suo primo album “One Chance”, che ha venduto oltre 2 milioni di copie solo nel Regno Unito. La sua storia è già un incredibile romanzo, e ha già in sé stessa tutta la drammaticità di un’opera lirica, per cui Frankel non ha dovuto faticare molto per trasformarla in un fantastico film, forse non memorabile come i suoi precedenti Il Diavolo veste Prada e Io & Marley, ma di sicuro di grande impatto emotivo. Frankel è incredibilmente empatico con il goffo ma talentuoso Paul Potts e questo emerge in ogni scena in cui segue amabilmente le imprese del protagonista di questa favola moderna, qui interpretato da un bravissimo James Corden, per accompagnarlo lentamente dall’oblio alle stelle.

IL DVD

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REGIA: David Frankel INTERPRETI: James Corden, Alexandra Roach, Julie Walters, Colm Meaney, Mackenzie Crook TITOLO ORIGINALE:One Chance GENERE: DrammaticoDURATA: 100′ ORIGINE: Gran Bretagna USA, 2013 LINGUE: Italiano, Inglese  SOTTOTITOLI: Italiano EXTRA: Trailer DISTRIBUZIONE: BIM

L’edizione italiana di One Chance – L’opera della mia vita, distribuita in DVD da BIM, ha una qualità video eccellente, che mette in risalto la fotografia pulita e brillante del film, ed è supportata da una traccia audio Dolby Digital 5.1 di altissima qualità, che esalta le scene in cui il canto e la musica sono i protagonisti assoluti. L’unica pecca è la mancanza di extra, che si limitano al trailer del film e non dedicano spazio alle interviste dei protagonisti di questa storia straordinaria.

Dracula Untold in DVD

1462. Transylvania. Cresciuto e addestrato come soldato fin da bambino dall’esercito dell’impero ottomano, Vlad III di Valacchia [Luke Evans] è noto sui campi di battaglia come “l’impalatore” dal momento che trafiggeva i nemici con lunghe lance e li lasciava, appunto, impalati nel terreno come forma di terrore psicologico. Liberatosi dal suo incarico e pentitosi di tutte le atrocità compiute, Vlad diventa principe di Transilvania. Rispettato sovrano, devoto marito di Mirena e amorevole padre di Ingeras, quando il destino lo metterà di fronte ad una crudele scelta Vlad dovrà decidere se sacrificare la propria famiglia in onore del sultano o condannare il suo popolo ad una sanguinosa guerra impari. Il desiderio di salvare amore e onore contemporaneamente lo spinge a stipulare un patto con un Male antico, celato in un’oscura grotta da tempo immemore, bloccato da una potente maledizione. Riuscirà a rispettare il patto? Potrà nascondere il suo orrendo segreto? Nella sua anima spaccata in due dall’insano contratto, quale parte prenderà il sopravvento?

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La genesi della figura del Principe delle Tenebre, elaborata da Matt Sazama e Burk Sharpless [Gods of Egypt, nelle sale italiane dal 25 febbraio, e The Last Witch Hunter – L’ultimo cacciatore di streghe], e diretta dall’esordiente prodigio Gary Shore, è un film dove l’azione è sovrana, più della lugubre atmosfera che, probabilmente, è da pensare in divenire come, del resto, la consapevolezza dei poteri e dell’immortalità del novello Dracula. Immortalità che non è solo diegetica: secondo quanto riportato da IMDb sono più di 300 i film in cui compare il vampiro ideato da Bram Stoker, un numero secondo solo a Sherlock Holmes. Il totale, addirittura, triplica se si considerano anche i personaggi apocrifi, non ufficialmente tratti dall’opera. Un successo dovuto all’universalità dei temi, amore, odio, morte, onore, vendetta, inganno, e della versatilità di un personaggio che non a caso è stato scelto dalla Universal Pictures per fungere da capostipite del reboot project Monsters Universe.

IL DVD

 REGIA: Gary Shore INTERPRETI: Luke Evans, Sarah Gadon, Charles Dance, Dominic Cooper, Noah Huntley, William Houston TITOLO ORIGINALE: Dracula Untold GENERE: horror, fantasy, azione, drammatico, guerra DURATA: 88′ ORIGINE: USA, 2014 LINGUE: Inglese, Italiano, Francese, Spagnolo SOTTOTITOLI: Inglese per non udenti, Italiano, Francese, Spagnolo, Olandese EXTRA: nessuno DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

L’edizione scelta per Dracula Untold è semplice, a disco unico, senza alcun contenuto extra che distolga l’attenzione dal prodotto cinematografico che, in questo modo, può valorizzare al meglio le specifiche tecniche di tutto rispetto per gli standard da home cinema: l’audio multilingue è in Dolby Digital 5.1 in qualsiasi lingua e il formato video è uno spettacolare anamorphic widescreen (2.40:1) che mette in risalto tutta la CGI utilizzata per gli effetti speciali ed anche i costumi e il trucco che sono stati premiati ai Saturn Awards del 2015, dove è stato valutato il miglior film horror dell’anno.
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Asterix e il regno degli dei in DVD

Avete dimenticato di prendere qualcosa per i figli del vicino? Pensate sia tardi per correre ai ripari? Non è vero.

Basta correre a prendere Asterix e il regno degli dei, la nuovissima avventura dei personaggi creati da Uderzo e Goscinny. La prima interamente realizzata in computer grafica. Un film che terrà incollati allo schermo anche i bambini cresciutelli più o meno nascosti dentro ognuno di noi. Si tratta della trasposizione animata del 17° albo della serie e racconta di un nuovo pericolo che incombe sui Galli più famosi al mondo.

Stavolta Cesare, con l’obiettivo di indebolirli e “civilizzarli”, decide di costruire proprio fuori dal villaggio dei Galli una zona residenziale per nobili romani chiamata “il regno degli Dei”, privando i nostri amici della loro principale risorsa, il bosco. Tra tutti solo Panoramix, Asterix ed Obelix si accorgono del pericolo e come sempre toccherà ai nostri eroi salvare la situazione.

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La sceneggiatura rispetta la storia scritta da Goscinny, amplificandola in maniera egregia per il lungometraggio e non tralasciando situazioni e temi allegorici e anche sociopolitici. Così tra rivendicazioni sindacali dei legionari, schiavi che si rifiutano di diventare liberi perché l’indipendenza non conviene, consumismo, devastazioni ambientali, manipolazione dell’uomo medio e della coscienza collettiva si ride dei nostri tempi a distanza di millenni, e anche parecchio, con una regia eccezionalmente attenta alla suspense oltre che alla risata per ul film d’animazione al passo coi tempi. Ovviamente non mancano le geniali ed esilaranti gag che contraddistinguono da sempre questa fortunata serie. Insomma, divertimento assicurato per tutta la famiglia!

I contenuti extra del DVD sono tutto per tutti i gusti: le interviste a Louis Clichy, uno dei due registi, e Albert Uderzo, che non ha certo bisogno di presentazioni; l’immancabile making of del film; i segreti dell’animazione 3D; lo storyboard, sempre molto interessante; e i divertenti trailer. I Ricchi&Poveri nella colonna sonora, poi, sono una chicca di Goscinny, in quanto amante delle citazioni crossmediali, specialmente quelle riguardanti la cultura pop!

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Quest’anno non dovrete tirare a sorte il dvd nel reparto film d’animazione del centro commerciale più vicino. Con i nostri consigli non è mai troppo tardi! Ma adesso correte o dovrete giocarvi alla morra l’ultima copia rimasta sullo scaffale! BUON NATALE e… continuate a seguirci!
SPQRSono Pazzi Questi Regali!